Law and Finance

Congedo parentale straordinario vs bonus baby-sitting

Francesca Zucconi Francesca Zucconi

Quali misure alternative sono state previste dal Decreto Rilancio per le famiglie?

Durante questi mesi si sono creati, forzatamente, nuovi equilibri: le famiglie si sono trovate improvvisamente a dover condividere spazi casalinghi in cui lavorare, gestire figli magari piccoli o far seguire la didattica a distanza a quelli più grandi.

Il fatto di dover lavorare da casa è stato veicolato come un’opportunità per i genitori che contemporaneamente potevano seguire i figli. Ma nella realtà si è rivelato spesso un disagio invece di un’opportunità.

Ma quali misure alternative sono state previste per queste famiglie? E ancora una volta, sarà l’azienda a dover integrare o arrivare dove il welfare state non arriva se vuole davvero consentire una corretta conciliazione vita lavoro ai suoi dipendenti?

Andiamo con ordine.

La prima misura a sostegno delle famiglie è il congedo straordinario inizialmente previsto per la durata di massimo di 15 giorni a partire dal 5 marzo 2020, congedo innalzato a 30 giorni totali con il Decreto Rilancio. Straordinario perché anziché prevedere una retribuzione del 30% come normalmente avviene, questa è stata innalzata al 50%.

È evidente che 30 giorni massimo di congedo su una chiusura di quasi metà anno scolastico non sono sufficienti come sostegno. Soprattutto per via delle condizioni: ai fini della fruizione della misura nel nucleo familiare non vi deve essere un altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o un altro genitore disoccupato o non lavoratore.

Alternativa al congedo è la fruizione di un contributo per l’acquisto di servizi di baby-sitting. Il “Decreto Rilancio” ha raddoppiato l’importo di tale contributo, portandolo da 600 euro a 1200 euro (ma solo per chi non lo ha già ricevuto lo scorso mese), mentre per i lavoratori impiegati nel settore sanitario pubblico e privato accreditato quali medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di radiologia medica e operatori sociosanitari e per le forze di polizia, invece, il bonus viene aumentato da 1.000 euro a 2.000 euro.

Altra novità è la possibilità di usare la somma ricevuta anche per il pagamento della retta prevista per i centri estivi, valido strumento di aiuto per le famiglie dato che è ancora sconsigliato affidare i figli ai nonni, pilastro tra l’altro del welfare all’italiana, in quanto considerata categoria più esposta al virus per ragioni di età. 

È importante ricordare che questo bonus è un’alternativa al congedo parentale.

È di ieri, 27 maggio il messaggio INPS 2209 che fornisce prime informazioni sulle implementazioni delle procedure telematiche per l’adeguamento alle norme.

Nonostante la disamina normativa e l’introduzione di alcuni strumenti, appare ancora una volta evidente che quanto messo a disposizione delle famiglie non sia sufficiente per fronteggiare le reali necessità in quanto estremamente soggettive. L’ennesima dimostrazione di quanto sia lontana la cultura del welfare state e che se si vogliono davvero cambiare le cose e far si che vi sia benessere nel lavoro le soluzioni tailor made delle aziende sono indispensabili.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.