Welfare

Che fine ha fatto il welfare?

Luca Furfaro Luca Furfaro

Il welfare aziendale può essere il porto sicuro nel quale rifugiarsi, un appiglio dal quale attingere per tutelare anche lo stato psicofisico del lavoratore e dei suoi familiari.

Sembra un momento nel quale tutte le certezze vengono messe in gioco, un momento nel quale ci si concentra su un'unica cosa, contingente, necessaria e impellente. Nelle discussioni odierne sembra rimanere fuori il welfare, ma in realtà non è così.

Mai come oggi stiamo parlando di welfare, stiamo parlando di welfare state e della necessaria ma non ancora completa integrazione con un secondo welfare integrativo e sussidiario.

Mai come oggi la salute è al centro del dibattito pubblico, mai come oggi il benessere fisico e psicologico è al centro del tavolo di discussione. E domani come sarà?

Naturalmente non è possibile una previsione, ma possiamo veramente affermare che, dopo questo periodo, il benessere e la salute verranno accantonati per tornare a parlare esclusivamente di problematiche di natura economica? Allora il welfare anche di tipo aziendale diverrà centrale nel ridisegnare una politica retributiva e nel rendere competitive le imprese.

L’attuale frangente ha dato indicazione ai dipendenti su quella che è la tenuta aziendale e su quella che è la gestione del personale dipendente e la volontà di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori.

In un futuro ancora da tracciare dovremo fare i conti con una maggiore consapevolezza dei rischi sanitari, inoltre dovremo convivere con una rinnovata fragilità finanziaria ed incertezza verso il futuro.

Il welfare aziendale può quindi essere il porto sicuro nel quale rifugiarsi, un appiglio dal quale attingere per tutelare anche lo stato psicofisico del lavoratore e dei suoi familiari.

Attivare un piano di welfare al rientro al lavoro potrà dare la necessaria sicurezza al personale dipendente, mantenendo comunque un costo del lavoro adeguato e magari collegando tali misure al raggiungimento di risultati aziendali ed individuali. Insomma un modo per uscire da un momento buio insieme al proprio personale dipendente.

L’attivazione di un piano sanitario o di una polizza LTC può essere una modalità per ripartire ma con una maggiore attenzione verso problematiche ad oggi forse sottovalutate dalla gran parte della popolazione.

Se oggi siamo a casa, progettiamo il domani fuori.

#andràtuttobene

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.