People Management

Cercasi Work-Life Balance

La situazione attuale nella conciliazione famiglia-lavoro per le donne

La festa della donna è oramai passata. Ragionare sull’occupazione femminile in un giorno diverso da quello deve diventare la normalità per prendere spazio nella discussione politica. I dati oggi non offrono una situazione incoraggiante, le donne hanno pagato per la pandemia più degli uomini. Secondo il report Istat sul lavoro nell’ultimo mese del 2020 ci sono stati 101mila occupati in meno di cui 99mila di sesso femminile.

In generale, nel 2020 il tasso di occupazione femminile è quello che ha conosciuto la flessione maggiore con una riduzione di 312mila lavoratrici su 444mila totali.

Questo dato deve essere valutato facendo attenzione al fatto che i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo sono stati bloccati per gran parte del 2020, questo presuppone che le cessazioni siano avvenute per volontarietà delle lavoratrici, per mancato rinnovo dei rapporti a tempo determinato per cessazioni durante il periodo di prova o per motivazioni disciplinari. A questo si affianca il dato delle assunzioni avvenute, o non avvenute, che ha portato al saldo negativo.

Il risultato nudo e crudo può essere visto come negativo, ma importante è scoprire cosa ha determinato questo risultato. La definizione del dato, con diverse cause, porta con se due aspetti di scelta molto importante che hanno come minimo comune denominatore una difficile conciliazione famiglia lavoro. Se da un lato la legge di bilancio ha apportato un potenziamento alle misure agevolative per l’assunzione di donne, poco o nulla ha fatto per la tematica della conciliazione famiglia lavoro.

Sempre la legge di bilancio 2021 ha modificato, portando a 10 giorni la misura del congedo obbligatorio del padre, misura, da sottolineare, che viene rinnovata e rimodulata di anno in anno senza un chiaro progetto rispetto al suo obiettivo ultimo. Forse è proprio questo che manca, una prospettiva chiara e definita di quale vuole essere la posizione circa il work life balance ed in generale la politica nazionale verso la famiglia (non per forza di classica definizione). Da un punto di vista aziendale si potrebbe dare spazio alla formazione e all’aiuto nell’ambito di gestione familiare, anche attraverso politiche che non utilizzino la sola assenza come modalità per conciliare ma che prevedano:

  • Formazione e coaching
  • Aiuto nella ricerca e selezione di personale domestico
  • Flessibilità oraria
  • Sportelli di assistenza psicologica
Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.