Law and Finance

Cara legge di bilancio

Luca Furfaro Luca Furfaro
Esistono momenti in cui tutti noi stiliamo un bilancio e prospettiamo i buoni propositi per il futuro. Dicembre è il mese nel quale viene fatta la letterina a Babbo natale, promettendo di essere buoni, e nella notte di San Silvestro ci si augura fortuna per la nuova annualità.

Ma dicembre è anche il mese della legge di bilancio, o finanziaria, che concretizza il disegno governativo in ambito finanziario e fiscale. Le diverse leggi di bilancio sono state fondamentali per lo sviluppo del welfare aziendale; dalle modifiche dell’articolo 51 del Tuir, sino all’introduzione dell’imposta sostitutiva per i premi di produttività con possibilità di sostituzione con misure di welfare aziendale.

Ma veniamo a quella che potrebbe essere la misura per il 2020: la stessa è ad oggi solamente in bozza e non ha modifiche normative che possano interessare direttamente il welfare aziendale, mentre alcuni interventi riguardano i benefit con l’ipotesi di una rimodulazione della valorizzazione delle auto concesse ad uso promiscuo e dei limiti per la non imponibilità dei buoni pasto. Si parla infatti di una modifica alla percentuale di imponibilità (oggi al 30%) relativa al valore delle auto aziendali con innalzamento della stessa che potrebbe avere importanti impatti sulle buste paga dei lavoratori possessori del benefit. Un'altra modifica prospettata è relativa invece al possibile innalzamento della soglia di esenzione per i buoni pasto elettronici, da 7 a 8 euro, mentre per i buoni cartacei una riduzione da 5,29 a 4 euro.

Non sembrano in vista quindi modifiche relative al welfare aziendale in senso stretto, ma visto che il momento è quello dei propositi anche da parte mia potrebbero esserci dei desideri:

  • La revisione in aumento della limitazione di 258,23 (Articolo 51, comma 3, Tuir) per i beni e servizi concessi ai lavoratori, attualizzando tale limite e magari creando un’esenzione maggiore per le fasce reddituali più basse (si agirebbe in diminuzione del cuneo fiscale indirizzandosi alle fasce più basse mantenendo il livello di consumi);
  • Una integrazione delle possibilità di contribuzione volontaria alla previdenza obbligatoria da parte del datore di lavoro, vista la sempre maggiore mobilità del personale;
  • L’aumento della non imponibilità per i versamenti alla previdenza complementare.

Naturalmente si tratta di proposte personali, che probabilmente non si concretizzeranno mai, ma visto che siamo stati buoni per tutto l’anno perché non scrivere a Babbo Natale?

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.