People Management

Burnout da smart working: come prevenirlo

Il super lavoro è passato di moda

Da troppo tempo persiste la mentalità del super lavoro, dell’essere sempre iper impegnati. Questi elementi si traducono nella vita extra lavorativa in mancanze: di un sonno adeguato, di attimi di relax, svago e momenti da passare con famigliari e amici, di hobby.

In parte i profondi cambiamenti che stanno attraversando il mondo del lavoro con i progressi di digitalizzazione prima e il ricorso massiccio al lavoro da remoto dopo hanno contribuito a radicalizzare stress e ansia: si può essere sempre connessi, ricevere mail a qualsiasi ora e in qualsiasi momento, non esiste più la regola “sono fuori ufficio, risponderò al mio rientro”.

Questo sovraccarico di stress, di spingersi quasi al limite delle proprie forze fisiche, mentali ed emozionali genera un fenomeno che sta diventando alquanto famoso: il burnout.

L’esaurimento fisico e mentale non sono medaglie da esibire, al contrario sono situazioni dalle quali è necessario correre ai ripari, meglio ancora prevenirle. Ma soprattutto generano veri e propri problemi sul lavoro: il troppo stress porta a mancanza di lucidità, maggiori errori, ritardi nelle consegne, mancanze di motivazione e stanchezza.

Per non parlare delleffetto dell’isolamento che può produrre la non corretta gestione dello smart working e amplificare tutti questi sintomi.

Se da un lato dovrebbe essere il lavoratore, in primo luogo, a non incappare in queste situazioni e quindi tirare il freno prima che sia troppo tardi, allo stesso tempo chi gestisce un team dovrebbe essere in grado di mettere in atto alcuni accorgimenti.

Sembra banale in un mondo iper-digitalizzato, ma la prima accortezza è quella di rispettare l’equilibrio tra la vita personale e quella professionale: ossia dedicare momenti precisi al lavoro (rispettando ad esempio gli orari) e momenti extra professionali in cui i lavoratori possano dedicarsi completamente ad altro.

Una corretta organizzazione del lavoro, suddivisione adeguata di compiti e di priorità permette di svolgere le proprie attività senza un carico maggiore di ansia, senza la pretesa di essere sempre connessi.

Tra gli aspetti extra lavorativi che l’azienda può adottare ci sono l’organizzazione di momenti di pratica fitness (ovviamente dpcm permettendo in questo momento!) promuovendo uno stile di vita sano: è innegabile che praticare esercizi porti benefici tanto fisici quanto mentali riducendo stress e ansia. In ogni caso non sono elementi da sottovalutare e mettere a disposizioni supporti psicologici di professionisti che sappiano ascoltare i disagi e le preoccupazioni dei lavoratori, ma soprattutto aiutarle, è in questo periodo d'incertezza più che mai fondamentale.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.