Lo scorso 28 febbraio si è svolto a Cuneo un convegno dedicato al welfare aziendale, durante il quale la Fondazione CRC ha presentato il Quaderno n.33 “Impresa possibile. Welfare aziendale in provincia di Cuneo”. Un interessante momento di confronto e di studio per il settore; il welfare aziendale è diventato un interessante tema di dibattito, perché coinvolge vari stakeholders che operano per l’impresa ed è sempre più richiesto dai dipendenti.

Il campione considerato per la ricerca della Fondazione CRC risiede nel territorio cuneese, un’area che produce il 14% della ricchezza dell’economia piemontese, costituita prevalentemente da piccole e medie imprese; quindi un territorio di studio molto interessante anche da riportare a livello nazionale. Inoltre, componente molto interessante, nella provincia di Cuneo sono molto diffuse anche le imprese agricole: basti pensare che ricoprono una percentuale pari al 29,7% contro il 12,4% registrato a livello regionale. Se quindi si è soliti pensare al welfare aziendale come prerogativa di grandi multinazionali, i risultati della ricerca effettuata nel cuneese possono darci una diversa dimensione del fenomeno.

I risultati dell'indagine?

Dall'indagine effettuata nella ricerca, è stato rilevato che i limiti che ostacolano la diffusione del welfare aziendale sono legati a motivi di carattere economico (44% delle aziende intervistate) e di tipo legislativo (38,7%).  La componente economica e legislativa potranno, con il tempo, e con una doverosa modifica della cultura imprenditoriale, essere superate. Il welfare aziendale è gestito direttamente dalle singole aziende cuneesi, tramite l’acquisto diretto di servizi per il 62% delle aziende, tramite rimborsi per il 22% e convenzioni per il 13%.  La metà del campione si è comunque rivolto ad operatori esterni per l’implementazione del proprio welfare aziendale. Riguardo i costi, solo il 26% delle aziende dichiara di aver sostenuto spese significative e di aver avuto costi aggiuntivi elevati; si tratta comunque soprattutto di aziende che hanno introdotto servizi socio assistenziali.

WellWork partecipa all'indagine.

A tal proposito, a partecipare attivamente alla ricerca è anche la società WellWork citata all'interno del Quaderno (p. 86) - un player proveniente dal territorio cuneese che si sta pian piano affermando sul territorio nazionale con il proprio sistema di gestione dei piani di Welfare aziendale attraverso una piattaforma tecnologica.

E proprio in quest’ottica è molto interessante osservare che da parte delle aziende vi è una scarsa capacità di interpretare i bisogni dei propri dipendenti data l’ampia incongruenza tra bisogni e risposte in termini di welfare aziendale. I principali bisogni dei lavoratori cuneesi risiedono principalmente nel work-life balance (57%) e nel sostegno economico a dipendenti e famiglie (56,2%); dopo, vengono richiesti servizi nell'ambito di sanità e previdenza, mentre non vi è molto interesse per l’area socio assistenziale. A differenza della domanda dei dipendenti però, vengono attivate più misure di welfare nell'area della previdenza e della sanità integrativa, mentre misure di work-life balance vengono introdotte solo nel 21% delle aziende. Seguono in coda i tassi agevolati per l’accesso al credito e le convenzioni per il consumo che si attestano rispettivamente al 17,4% e 15,1%.

Per concludere?

I risultati quindi vanno a confermare quanto più volte espresso relativamente alla necessità di strutturare una politica di welfare aziendale ragionata e che possa dare importanza ai bisogni dei lavoratori.

Sicuramente positivo il riscontro sui benefici che l’introduzione del welfare aziendale ha portato alle aziende: l’86% di esse ha dichiarato che le misure di welfare hanno migliorato il clima aziendale, l’80% ha riportato anche un incremento della produttività; non ci sono invece conseguenze significative sull'attrazione di nuovi talenti, caratteristica che solitamente viene più portata alla luce nelle ricerche riguardanti il welfare aziendale in grandi realtà multinazionali.

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane.
Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro.
È stato docente a contratto per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino.
Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi.

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