La detassazione del PDR e lo Smart Working

La Legge 208/2015 ha introdotto nel nostro ordinamento, in maniera permanente, la detassazione dei Premi di Risultato (PDR). Come stabilito successivamente dal D.M. 25 marzo 2016, i premi di risultato sono le “somme di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione”. Tali incrementi possono consistere nell'aumento della produzione, oppure nel risparmio di fattori produttivi o ancora nel miglioramento in termini di qualità relativamente a prodotti e processi.

Per riuscire ad ottenere la detassazione, le aziende possono decidere di procedere con una riorganizzazione dell’orario di lavoro non straordinario o con il ricorso al lavoro agile. Questo argomento interessa quindi anche le aziende che decidono di introdurre il lavoro agile come modalità di lavoro: l’agevolazione fiscale si può ottenere anche attraverso l’introduzione in azienda di ore svolte in Smart working.

La detassazione dei premi di risultato è un’opzione molto conveniente per il lavoratore, perché consiste nel non assoggettamento del reddito alla tassazione Irpef ordinaria, ma ad un’imposta fissa del 10%. Inoltre, le somme che costituiscono i premi non sono assoggettate neanche alle addizionali regionali e comunali.

Possono usufruire di questa detassazione solo i lavoratori del settore privato con un reddito di lavoro dipendente, dichiarato nell’anno precedente, inferiore a 80.000 euro. Vi è anche un limite ai premi che possono essere detassati, pari a 3.000 euro annui, elevabile a 4.000 euro in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione aziendale. Possono essere soggetti a detassazione solo i premi previsti da contratti collettivi territoriali o aziendali, o da quelli stipulati dalle rappresentanze sindacali; tali accordi devono inoltre essere depositati entro 30 giorni dalla sottoscrizione.

Considerando nello specifico il lavoro svolto in modalità Smart working, l’art. 18 comma 4 della Legge 81/2017 prevede che “Gli incentivi di carattere fiscale e contributivo eventualmente riconosciuti in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro subordinato sono applicabili anche quando l'attività lavorativa sia prestata in modalità di lavoro agile”. Lo Smart working diventa quindi parametro di misurazione del cambiamento, che rende il premio detassabile anche in assenza di un incremento di produttività. Inoltre è bene ricordare come la Legge di Stabilità 2017 abbia anche introdotto la possibilità di sostituire i premi detassati erogati in denaro con servizi di Welfare aziendale, i quali, come ben sappiamo scontano la non imponibilità prevista dall’articolo 51 del Tuir.

Un ottima occasione quindi per innovare in termini di modalità di gestione del personale dipendente, ma andando anche ad incrementare l’ammontare della retribuzione sottoforma di Welfare, sostanzialmente un doppio binario innovativo per raggiungere una maggiore produttività con un miglior clima aziendale.

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane.
Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro.
È stato docente a contratto per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino.
Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi.

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