Cos'è e quali sono i benefici dello Smart Working?

Smart Working... Tutto è smart, dalla televisione al telefono, passando per le città e ora anche il lavoro. Smart vuol dire furbo, intelligente, astuto, ha quindi un valore sicuramente positivo e l’abbinamento al lavoro non può che essere stimolante come concetto.

Lo Smart working arriva in Italia dopo che all’estero si è già affermato: molte sono infatti le esperienze virtuose di altri paesi europei ed extraeuropei.
L’Olanda è stata la nazione che per prima ha cercato di introdurre modalità di lavoro agile (altro termine con cui ci si riferisce a questo strumento) e lo ha fatto addirittura quando la tecnologia ancora non permetteva la continua connettività che ora invece è possibile.

Che cos’è lo Smart Working?

La domanda può avere una duplice risposta: ci si può rifare alla semplice definizione normativa italiana oppure scoprire una più sfaccettata definizione dello strumento.

La norma, ricompresa nel Jobs Act dei lavoratori autonomi, definisce il lavoro agile o Smart working come "una modalità flessibile di lavoro subordinato, che può essere svolto in parte all'interno dei locali aziendali e in parte all'esterno, utilizzando strumenti tecnologici, seguendo gli orari previsti dal contratto di riferimento e prevedendo l'assenza di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti all'esterno dei locali azienda".
Se invece vogliamo andare oltre la definizione normativa, lo Smart working può essere definito come un nuovo approccio al nostro modo di lavorare e collaborare all'interno di un'organizzazione aziendale.

Gli elementi chiave di questa nuova metodologia di lavoro sono tre, che in inglese vengono indicati con le 3 B (Bricks, Bytes e Behaviours) e che potremmo sintetizzare così

  • Bricks o mattoni: la riorganizzazione degli spazi di lavoro rendendo l’ufficio flessibile ed estendibile anche oltre le mura;
  • Bytes o tecnologia: l’utilizzo di tecnologie collaborative e flessibili;
  • Behaviours o comportamenti: il passaggio da un sistema di controllo orario ad un sistema basato sulla fiducia.

In ogni caso, entrambe le definizioni confluiscono in un concetto di attività lavorativa svolta in uno spazio fisico non definito che ha lo scopo di incrementare la produttività e favorire la conciliazione dei tempi vita-lavoro riducendo lo stress.
Dal controllo, a volte oppressivo, del lavoratore sull’orario di entrata e uscita, con lo Smart working si passa a una completa autonomia nell’organizzazione logistica e temporale per raggiungere il risultato richiesto.

Il lavoratore si slega dalla presenza in azienda e ne guadagna in termini di conciliazione dei tempi di lavoro con la cura della famiglia o con altre necessità personali. Il lavoratore risparmia il tempo di trasferimento, o comunque lo diminuisce, ed il datore di lavoro riduce l’assenteismo; perché un lavoratore non stressato è un lavoratore produttivo ed è anche un lavoratore che non si ammala.

Quali sono i vantaggi del lavoro agile?

Ecco alcuni dati dell’osservatorio sulla digital innovation:

Benefici per l’azienda con politiche di Smart working:

  • aumento di produttività dei lavoratori +20%;
  • riduzione dei costi di gestione dello spazio fisico -20/30%;
  • riduzione del tasso di assenteismo -50/70%.

Benefici per un lavoratore che svolge due giorni/settimana di Home working in un anno:

  • 172 ore risparmiate;
  • 1200 € risparmiati;
  • aumento della soddisfazione e del benessere.

Inutile dire che il risvolto è anche sociale e ambientale: in primis, meno spostamenti si traducono in un minore inquinamento che porta benefici a tutta la comunità; inoltre, con meno lavoratori che devono spostarsi, si crea un circolo virtuoso in cui, anche coloro che devono muoversi per necessità, beneficeranno indirettamente di queste soluzioni.

Come applicare nelle aziende questa metodologia di lavoro?

Rivolgendosi a specialisti in materia e a professionisti del welfare aziendale.
Ma non si tratta di una soluzione troppo complessa da realizzare: cercherò allora di fornire, attraverso questa rubrica, un percorso operativo a puntate che contenga tutte le informazioni necessarie per avviare lo Smart working all’interno delle aziende.

Come si introduce lo Smart Working in azienda?

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane.
Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro.
È stato docente a contratto per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino.
Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi.

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