Work-Life Balance: la spesa in azienda

Un concetto ampio che indica la capacità di bilanciare in modo equilibrato il lavoro e la vita privata, attraverso servizi di Work-Life Balance.

Un ambito del Welfare aziendale purtroppo spesso trascurato dalle aziende italiane, ma di notevole rilevanza per l’integrazione del privato con le politiche pubbliche, è quello del Work-Life Balance.

I genitori con uno o più figli, si trovano spesso in difficoltà con la gestione del tempo nella vita di tutti i giorni: i ritmi del lavoro solitamente non permettono di adempiere anche a tutti i propri doveri familiari. A volte, anche fare la spesa può diventare un’impresa, da incastrare tra un impegno e l’altro. Questo aspetto si inserisce in un palinsesto pubblico con delle carenze nelle politiche di conciliazione mirate alla salvaguardia del tempo al di fuori del lavoro. Alcune lungimiranti aziende italiane, al fine di ridurre il peso di una gestione del tempo complicata, hanno introdotto la possibilità, per i propri dipendenti, di acquistare la spesa direttamente nei locali aziendali.

La spesa in azienda è l’esempio di un’efficace politica di Work-Life Balance, perché permette al dipendente di poter organizzare meglio il proprio tempo dedicato alla famiglia e allo svago. Si tratta infatti di un servizio di Welfare aziendale c.d. “salva tempo”, perché permette ai dipendenti di poter dedicare meno tempo a questa incombenza casalinga. Progetti come quello della spesa in azienda sono possibili solo grazie all’interazione e alla collaborazione che si vengono a creare tra diversi attori presenti nel territorio, come le associazioni di categoria, le aziende, e i piccoli produttori.

Spesso infatti, azione di Work-Life Balance come la spesa in azienda serve anche a far conoscere realtà imprenditoriali locali, con la vendita di prodotti del territorio. È quindi un processo in cui vincono tutti: l’azienda che riceve in cambio dipendenti più sereni; i dipendenti, che possono così dedicare il proprio tempo libero ad altre attività; e il tessuto economico e sociale locale, grazie al circolo virtuoso che si viene a creare con la vendita dei prodotti in azienda. Spesso poi, i dipendenti stessi continuano questo circolo virtuoso, prendendo spunto dal Welfare aziendale e sviluppando, ad esempio, dei gruppi d’acquisto aziendali, che permettono di risparmiare tempo e denaro. Altra opzione è quella di affidarsi alle consegne a domicilio delle grandi catene: soluzione sicuramente funzionale, ma meno impattante sul territorio.

Invece, per i datori di lavoro più attenti al territorio, esistono reti tra aziende che permettono al produttore di poter rivendere i propri prodotti direttamente in azienda. Il datore di lavoro che decide di introdurre la spesa in azienda, si accorda quindi con i produttori locali per la vendita di prodotti del territorio e a km0 in giorni predeterminati nei propri locali aziendali.

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane.
Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro.
È stato docente a contratto per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino.
Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi.

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