Welfare premiale anche per gli amministratori.

Torniamo a parlare di Welfare e amministratori, richiamando l'interpello della Direzione centrale normativa dell'Agenzia delle Entrate N.954-1417/2016.

Secondo quanto si evince dalla risposta all’interpello, agli amministratori risulta applicabile l'esclusione da tassazione per l'utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, secondo le previsioni di cui alla lettera f), comma 2, articolo 51. Naturalmente gli stessi devono comunque rispettare i limiti e le condizioni previsti dal suddetto articolo.

Si deve quindi trattare di erogazioni in natura (non “monetizzabili”) che perseguano specifiche finalità educative, ricreative e simili, messe a disposizione della generalità o di categorie di dipendenti, senza che rilevi la circostanza che i servizi siano corrisposti per iniziativa unilaterale del datore di lavoro o sulla base di una contrattazione preventiva. L’ultimo aspetto assume però interesse per capire se tali importi possono essere dedotti integralmente.

A questo interpello, però, vogliamo aggiungere un'altra risposta ad interpello, questa volta della Direzione regionale Lombardia dell’Agenzia delle entrate. Il 28 Luglio 2017, l'ente ha affermato che il credito welfare (un paniere di benefits diffuso alla generalità dei dipendenti), non concorre a formare reddito di lavoro dipendente (co. 2 e 3 dell’art. 51 TUIR), anche se il quantum del credito welfare possa risultare diversificato da dipendente a dipendente in funzione del raggiungimento, o meno, di determinati obiettivi aziendali e/o individuali (Interpello 904-791).

Alla luce quindi delle risposte ai due interpelli è quindi ipotizzabile lo studio di un piano di welfare “premiale” che vada a remunerare gli amministratori di società.

D’altronde, l’amministratore è da sempre stata una figura che ha negoziato la propria retribuzione con delle componenti variabili legate ai risultati aziendali. Tali valori, quindi, potranno essere regolamentati in piani premiali di welfare che vadano a soddisfare le necessità di risparmio aziendale, ma che al tempo stesso valorizzino e fidelizzino le risorse meritevoli dell'organizzazione.

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane.
Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro.
È stato docente a contratto per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino.
Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi.

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