Welfare aziendale Metalmeccanici: novità dal 1° giugno

Si arriva al sodo per il contratto dei metalmeccanici industria: dopo che il 26 novembre 2016 le organizzazioni imprenditoriali (Federmeccanica, Assistal) e quelle dei lavoratori (Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil) hanno sottoscritto l’accordo per il rinnovo del contratto nazionale della categoria, ora arriva il momento delle modifiche più sostanziose.

Preludio all’adeguamento è stata l’una-tantum di 80 euro erogata nel mese di marzo, ma ora arriva il momento degli flexible benefit e dell’introduzione del welfare.

Per quanto riguarda l’aumento retributivo per la vigenza dell’accordo, in via sperimentale è stato introdotto un nuovo meccanismo. Dal 2017, nel mese di maggio di ogni anno, le parti calcoleranno gli incrementi dei minimi contrattuali e li adegueranno, nel mese di giugno, sulla base dell’inflazione consuntivata.
Mentre da una parte questo meccanismo si rifà a istituti del passato, in contemporanea arriva l’innovativa previsione che impone ai datori di lavoro, a decorrere dal adeguamenti normativi, di attivare a beneficio di tutti i lavoratori dipendenti piani di flexible benefits per un costo massimo di 100 euro.

Il primo punto riguarda il semplice aumento del minimo retributivo e siamo sicuri che i lavoratori ne comprendano la portata. Differente è il discorso per l’importo di euro 100 da riconoscere come welfare.

Sul secondo punto infatti, occorre che il datore di lavoro si prodighi in una campagna di comunicazione ed ascolto del personale dipendente.
Comprendere i bisogni della popolazione dell’azienda e rispondere agli stessi con opportune attività di welfare può fare la differenza.
Il welfare è sicuramente un ottimo strumento di total reward ma deve essere frutto di un’opportuna indagine e di un’adeguata comunicazione.
Se ad un dipendente che da sempre ha lamentato l’assenza di ticket concediamo l’erogazione ad un fondo di previdenza complementare, come si potrà sentire? Oppure se utilizziamo il budget per assistenza sanitaria integrativa della quale nessuno dei nostri dipendenti usufruisce, quale valore potranno dare a questo intervento?

Conoscere e comunicare sono i cardini attraverso i quali si deve muovere una 1° giugno 2017 adeguata. Nel caso di una richiesta variegata diventa essenziale che il piano risulti flessibile per poter rispondere al meglio alle necessità.

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane.
Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro.
È stato docente a contratto per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino.
Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi.

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