Sgravi per la conciliazione famiglia-lavoro

Nel mese di settembre è stato emanato un decreto riguardante gli sgravi contributivi per la conciliazione tra vita familiare e lavorativa.

Il decreto attua quanto contenuto nel precedente d.lgs. 80 del 15 giugno 2015, che prevedeva degli sgravi contributivi destinati ai datori di lavoro privati che nei contratti collettivi aziendali e di secondo livello avessero previsto misure di conciliazione tra vita privata e lavorativa dei dipendenti.

Per poter ottenere tali sgravi, le aziende devono aver sottoscritto e depositato in via telematica presso la Direzione territoriale del lavoro competente, nel periodo tra il 1° gennaio 2017 e il 31 agosto 2018, contratti collettivi aziendali contenenti l’introduzione di misure di conciliazione tra vita professionale e privata innovative rispetto a quelle previste dai contratti nazionali o dalle disposizioni normative.

Il decreto prevede una lista composta da tre distinte aree di intervento che devono essere necessariamente presenti nei contratti collettivi aziendali: l’area di intervento genitorialità, l’area di intervento flessibilità organizzativa e il welfare aziendale. 

Nell’area della genitorialità, ritroviamo misure come l’estensione temporale del congedo di paternità e del congedo parentale (con estensione anche della relativa indennità), e la previsione di asili nido o spazi ludico-ricreativi aziendali o interaziendali. 

Nell’area di intervento della flessibilità organizzativa, vengono ricomprese invece misure come il lavoro agile, la flessibilità oraria in entrata/uscita, il part-time, la banca ore, la cessione solidale dei permessi.

Nell’ultima area, quella del welfare aziendale, vengono riconosciute, ad esempio, le convenzioni per l’erogazione di servizi di time saving, come il servizio del maggiordomo aziendale, ossia una persona che si occupa di sbrigare le commissioni dei dipendenti sollevandoli dalle incombenze della vita quotidiana. Le aziende dovranno prevedere all’interno del contratto collettivo aziendale almeno due misure tra quelle presenti nella lista, di cui almeno una nell’area genitorialità o flessibilità organizzativa. 

I fondi disponibili per lo sgravio verranno distribuiti in base alla dimensione aziendale: il 20% delle risorse disponibili per ciascun anno verrà attribuito in misura uguale a tutti i datori di lavoro ammessi allo sgravio; il restante 80% verrà attribuito sulla base del numero medio di dipendenti occupati nel corso dell’anno civile precedente la domanda. Ogni datore di lavoro potrà usufruire una sola volta del beneficio. 

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane.
Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro.
È stato docente a contratto per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino.
Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi.

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