Premi di Risultato e Certificazione Unica

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n.5 del 29.3.2018, ha fornito alcuni chiarimenti in merito ai premi di risultato e alla relativa imposta sostitutiva. Le legge di Bilancio 2017 e quella 2018, hanno puntato sulla detassazione dei premi di produttività e sul Welfare Aziendale, in linea con quanto introdotto nel 2016.

I premi di risultato, in presenza di determinati presupposti, possono infatti godere di un’imposta sostitutiva al 10%. Per poter fruire di questo beneficio fiscale, i premi devono necessariamente essere collegati a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione e possono consistere in un importo massimo pari a 3.000 euro lordi, elevati a 4.000 euro per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell'organizzazione del lavoro. Altro presupposto per poter fruire dell’agevolazione è che i lavoratori in questione, non devono aver conseguito - nell'anno precedente - un reddito da lavoro dipendente superiore ai 80.000 euro.

Con la circolare n.5/2018, l’Agenzia delle Entrate ha riepilogato quanto introdotto con le leggi di Bilancio 2017 e 2018 in materia e ha specificato alcune aspetti pratici della normativa. Tale circolare dovrà essere snocciolata ed analizzata in ogni suo punto, di particolare interesse ed attualità è comunque l’accettazione da parte dell’Agenzia delle Entrate di eventuali ritardi nell'invio della Certificazione Unica a causa dell’imposta sostitutiva di cui sopra.

Come già descritto in precedenza, uno dei presupposti nella disciplina sulla detassazione, è che i premi di risultato devono essere corrisposti in seguito al raggiungimento di un risultato incrementale per l’azienda; il premio viene quindi erogato dopo aver verificato l’effettivo raggiungimento dei relativi obiettivi. Già con la circolare n.28/E del 2016, l’Agenzia delle Entrate aveva specificato che il datore di lavoro può applicare l’imposta sostitutiva effettuando il conguaglio delle maggiori ritenute operate, o nel primo periodo di paga disponibile, oppure entro la data del conguaglio finale.

Se però non è possibile verificare il raggiungimento degli obiettivi aziendali entro la data del conguaglio, l’imposta sostitutiva può allora essere applicata su acconti o anticipazioni dei premi. Questi acconti saranno già stati assoggettati a tassazione ordinaria dai lavoratori con la dichiarazione dei redditi; il datore di lavoro dovrà quindi attestare il presupposto per l’imposta sostitutiva con una nuova Certificazione Unica. In questo caso, ci sarà quindi un ritardo nell'invio della CU ma l’Agenzia delle Entrate, nella circolare n.5/2018, chiarisce che tale ritardo non sarà causa di sanzioni, a meno che lo stesso non sia determinato da inadempienze da parte del datore di lavoro. Se non si vuole procedere con una nuova CU, il lavoratore potrà presentare istanza di rimborso certificando il tutto con una documentazione che provi il raggiungimento degli obiettivi aziendali oggetto del premio.

 

Scarica la Circolare n. 5/E

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane.
Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro.
È stato docente a contratto per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino.
Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi.

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