Dai premi partecipativi al Welfare aziendale: le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate

Come abbiamo visto in un precedente intervento, l'Agenzia delle Entrate è intervenuta sul Welfare aziendale e sulla Detassazione dei Premi di Risultato.

In particolare è interessante verificare, con riferimento alla circolare 5/E/2018 dell’Agenzia delle Entrate, il concetto di coinvolgimento paritetico dei lavoratori.

Come noto, la Legge di Stabilità 2016 ha previsto l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’Irpef (e delle relative addizionali) del 10% (entro determinati limiti) da applicare sui Premi di Risultato di ammontare variabile, la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione, nonché sulle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa; tali premi possono essere trasformati totalmente o parzialmente in Welfare aziendale.

I premi erogati dal 1° gennaio 2017 sono detassabili sino a 3.000 euro, elevabili a 4.000 se vi è il coinvolgimento paritetico dei lavoratori; tale agevolazione è concessa ai soggetti che nell’anno precedente all’erogazione del premio hanno percepito redditi di lavoro dipendenti fino a 80.000 euro. Ulteriore agevolazione quella del Decreto-Legge n° 50 del 2017, il quale inserisce la decontribuzione per i Premi di Risultato, sottoscritti dopo il 24 aprile 2017, che prevedano il coinvolgimento paritetico dei lavoratori; in questo caso i primi 800€ di premio scontano una riduzione di 20 punti percentuali per la quota conto azienda ed il totale azzeramento della contribuzione a carico del dipendente. Per gli accordi che scontano tale decontribuzione il limite di agevolazione previsto rimane però di 3.000 €.

Difficile risultava, però, identificare le forme di partecipazioni paritetiche vale a dire quegli “schemi organizzativi della produzione e del lavoro orientati ad accrescere la motivazione del personale e a coinvolgerlo in modo attivo nei processi di innovazione, realizzando incrementi di efficienza, produttività e di miglioramento della qualità della vita e del lavoro”. Il Ministero afferma che il coinvolgimento paritetico è formalizzato mediante un Piano di Innovazione, promosso dal datore di lavoro ed elaborato mediante comitati paritetici aziendali declinati attraverso:

  • SOP, schemi organizzativi di innovazione partecipata;
  • PGP, programmi di gestione partecipata.

Tale contesto partecipativo può essere un ottimo viatico per la comprensione del vantaggio fornito dalla trasformazione del premio in Welfare aziendale, andando a creare insieme al personale dipendente un meccanismo premiale che possa essere trasformato in benefit secondo le scelte del dipendente.

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane.
Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro.
È stato docente a contratto per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino.
Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi.

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