Conversione del Premio di Risultato

A partire dalla legge di Stabilità 2016, è stata introdotta la detassazione dei premi di risultato, corrisposti a seguito di un risultato incrementale su base aziendale, rispetto a degli obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione.

È stata introdotta la possibilità di assoggettare i premi all'imposta sostitutiva del 10%, invece che a quella calcolata attraverso l’applicazione degli scaglioni Irpef ordinari.

L’agevolazione in questione si può applicare solo ai premi di importo massimo di 3.000€ (4.000€ in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell'organizzazione del lavoro) e ai lavoratori con un reddito, ai fini del diritto all'agevolazione, inferiore a 80.000€.

L’articolo 1 comma 184 della legge di Stabilità 2016, poi modificato dall'articolo 1 comma 160 della legge 232/2016, permette però al lavoratore di trasformare il suo premio di risultato in Welfare Aziendale, ricomprendendo quindi i beni e servizi di cui all'articolo 51 comma 4 del Tuir.
La conversione del premio di risultato è disciplinata anche dall'Agenzia delle Entrate, in particolare con la circolare n.5 del 29 marzo 2018.

La facoltà di effettuare la conversione del premio di risultato deve però essere prevista dalla contrattazione di secondo livello. Sia la detassazione che la conversione del premio di produttività sono infatti vincolate all'esistenza di un accordo collettivo aziendale o territoriale di cui all'art. 51 del D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81.

Per contratti collettivi si intendono i contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali, stipulati da associazioni sindacali, comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e i contratti collettivi aziendali, stipulati dalle loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero, dalla rappresentanza sindacale unitaria.

I beni e servizi previsti dall'articolo 51 comma 4 del Tuir, oggetto della conversione del premio di risultato, sono:
• autoveicoli aziendali
• prestiti dal datore di lavoro
• fabbricati concessi dal datore di lavoro in locazione, uso o comodato
• servizio di trasporto ferroviario offerto gratuitamente dal datore ai dipendenti

Tali benefit non sono soggetti all'imposta sostitutiva, anche se fruiti in sostituzione dei premi di risultato, ma, formano il reddito del dipendente secondo le disposizioni descritte nel medesimo articolo 51 comma 4.

Per il valore del benefit oltre a quello previsto dall'articolo 51, ovvero la parte rimanente fino all'importo del premio concesso, il lavoratore può scegliere se applicare l’imposta sostitutiva o la tassazione ordinaria. Ad esempio, se il premio viene convertito nella locazione di un alloggio e se il valore della rendita catastale, al netto di quanto corrisposto al dipendente, è pari a 1.000€, a fronte di un premio di risultato di 3.000€, la base imponibile da tassare con tassazione ordinaria o imposta sostitutiva è pari a 3.000€ - 1.000€ quindi 2.000€

In alternativa, il dipendente può scegliere di trasformare il premio in contribuzione alla previdenza complementare o a casse di assistenza sanitaria integrativa o in sottoscrizione di azioni. In questo caso, tali importi non concorrono mai alla formazione del reddito, neanche in parte, senza rispettare le norme di esenzione in caso di sottoscrizione di azioni.

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane.
Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro.
È stato docente a contratto per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino.
Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi.

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