Il Welfare di comunità ed il payroll giving

La legge di Stabilità 2018 ritorna a parlare di Welfare e ne parla andando anche a finanziare delle iniziative denominate con Welfare di comunità (si veda il credito d’imposta per le fondazioni bancarie). Più in generale esiste una nuova responsabilità d’impresa che si ripercuote sul territorio anche denominato welfare di territorio.

Di cosa si tratta?

Il territorio, le istituzioni e le aziende possono creare una rete virtuosa che rilanci la solidarietà tra le persone, ma anche un appartenenza al tessuto sociale locale. Vantaggi per le aziende, vantaggi per i dipendenti e vantaggi per la comunità attraverso misure che possono andare dalla formazione alla pura solidarietà. Iniziative che sono indicative della responsabilità sociale dell’impresa e che possono avere il loro ritorno in termini di brand reputation, attrazione e mantenimento dei talenti in azienda ma anche in termini di marketing.

Negli ultimi anni ha preso piede anche in Italia un fenomeno già diventato una pratica consolidata all’estero, il cosiddetto payroll giving.

Il payroll giving e i suoi vantaggi

Originario degli Stati Uniti degli anni ‘40, il payroll giving consiste nel donare delle ore di lavoro, scalandole dalla propria busta paga, in favore di Onlus, fondazioni e associazioni benefiche.
L’azienda dal canto suo può integrare la donazione effettuata dal lavoratore con una propria percentuale di partecipazione.

Oltre a rappresentare un grande vantaggio per le Onlus beneficiarie, che in questo modo possono sperare in erogazioni costanti nel corso dell’anno, il payroll giving risulta vantaggioso anche per i lavoratori e le imprese stesse, che possono coniugare il fine solidaristico a un beneficio di tipo fiscale, ottenendo deduzioni e detrazioni delle erogazioni dal reddito annuo.

Quali sono i vantaggi fiscali?

Il risparmio fiscale delle imprese è diverso in base al tipo di destinatario e alle sue caratteristiche contabili.
Ricordiamo che la normativa in materia è contenuta nel D.L. n.35 del 14 marzo 2005, all’articolo 14, recentemente modificato dal D.L. n.148 del 16 ottobre 2017.

La norma in questione individua innanzitutto gli enti che possono ricevere le liberalità, ossia “fondazioni a associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico di cui al decreto legislatiagenzia dell'entratevo 22 gennaio 2004, n. 42, e in favore di fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca” .

Per quanto riguarda i benefici fiscali dei lavoratori, l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 441/E del 17 novembre 2008, ha concesso alle imprese la possibilità di riconoscere ai dipendenti, al momento del conguaglio, una detrazione d'imposta del 19% dell'importo trattenuto a titolo di erogazione liberale ai sensi dell'art. 15, comma 1, lettera i-bis) del Tuir. Successivamente, un’altra Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate (n.160/E del 15 giugno 2009) ha concesso al dipendente la possibilità di dedurre l’intera somma nel momento della dichiarazione dei redditi, come scelta alternativa alla detrazione del 19% in conguaglio.

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane.
Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro.
È stato docente a contratto per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino.
Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi.

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