Il Welfare e tutte le sue declinazioni

Su questo blog abbiamo più volte provato ad evolvere il Welfare declinandolo in diverse possibili evoluzioni; ma per ragionare su tali trasformazioni occorre partire dall'origine e capire di cosa stiamo parlando.

La parola Welfare racchiude al proprio interno tutto l’insieme dei benefici che vengono offerti ai cittadini/lavoratori per migliorare il proprio benessere. Con il termine Welfare si indicano quindi tutti quei servizi che soddisfano i bisogni legati al benessere della persona in tutte le sfere della propria vita privata come, ad esempio, servizi inerenti la famiglia, la salute, la formazione. Le prestazioni di Welfare possono essere offerte dallo Stato; in tale modo si configura il Welfare pubblico, caratterizzato da una serie di politiche attive a livello nazionale, per rendere accessibili a tutti i servizi ritenuti socialmente indispensabili.

Ciò che viene, invece, definito Welfare state ricomprende quell'insieme di politiche che lo Stato attua per migliorare le condizioni di vita dei cittadini, che si concretizzano in prestazioni in denaro corrisposte, ad esempio, nelle situazioni di sospensione del lavoro (maternità) o di assenza totale di esso (disoccupazione), nell’erogazione di servizi in natura, come l’istruzione e l’assistenza sanitaria, nella concessione di benefici fiscali.

Negli ultimi decenni, con le crisi economiche e il conseguente aumento dei bisogni dei cittadini però, il Welfare pubblico non è stato più sufficiente a rispondere alla domanda di servizi e prestazioni; ad esso si è quindi affiancato il secondo Welfare, ossia quello offerto da soggetti privati, come aziende, attori del non-profit, enti, associazioni.

Il Welfare privato, negli ultimi anni, ha brillantemente integrato quello pubblico, a volte anche sostituendosi ad esso, soddisfacendo i bisogni della collettività con servizi aggiuntivi o diversi. In quest’ultima tipologia di Welfare, vi rientra anche quello aziendale, offerto dalle aziende ai propri dipendenti. Le aziende propongono il Welfare aziendale ai propri dipendenti sostanzialmente perché, negli ultimi tempi, si è consolidata l’idea che una relazione lavorativa ottimale debba ricomprendere al proprio interno, oltre alla retribuzione, anche il soddisfacimento di esigenze non soddisfatte dalla retribuzione stessa. Le prestazioni di Welfare maggiormente offerte dalle aziende sono quelle legate ad ambiti come la previdenza integrativa, l’assistenza sanitaria, la conciliazione tra lavoro e vita familiare, la formazione.

Il Welfare aziendale ha molteplici benefici anche per l’azienda erogatrice.

Miglioramento del clima aziendale e aumento dell’efficienza, ottimizzazione dell’organizzazione del lavoro, fidelizzazione dei dipendenti e attrazione di nuovi talenti, sono solo alcuni dei benefici che l’azienda può trarre dall'implementazione di un piano di Welfare ben congegnato.

Quest’ultimo dev’essere studiato a tavolino, aumentando la comunicazione tra management e dipendenti e indagando in primis sui bisogni effettivi dei lavoratori, in modo da poter offrire servizi di Welfare utili e sfruttabili.

La Legge di Stabilità 2016 ha inoltre introdotto la possibilità di sostituire i Premi di Risultato detassati, erogati ai dipendenti in forme di Welfare - quindi in beni o servizi - rendendo così il Welfare aziendale conveniente sia per il lavoratore, che per l’azienda, anche da un punto di vista fiscale.

Date le ultime innovazioni descritte, e l’incessante richiesta di servizi per il miglioramento del benessere sociale, possiamo dire che il Welfare sia diventato condizione imprescindibile per un’azienda che voglia solidificare la propria presenza sul mercato e diventare competitiva anche dal punto di vista del capitale umano.

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane.
Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro.
È stato docente a contratto per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino.
Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi.

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