Bilancio di Sostenibilità e Welfare Aziendale

Se parliamo di bilancio aziendale ci viene subito in mente quello contenente i risultati economici finanziari dell’azienda, ma, altro bilancio che sta prendendo piede anche in Italia è il bilancio di sostenibilità.
Il bilancio di sostenibilità, detto anche bilancio sociale, è un documento che si rivolge a tutti gli stakeholder. Sostanzialmente vuole essere un mezzo di comunicazione verso tutti coloro con cui l’azienda, in un modo o nell’altro, entra in contatto: azionisti, dipendenti, fornitori, clienti, media, autorità, associazioni territoriali ma, anche i dipendenti, i clienti, i fornitori, le autorità, i giornalisti, le comunità e associazioni sul territorio. Senza dubbio stiamo parlando di gruppi molto vasti e variegati, ma ogni azienda deve entrare nell’ordine di idee di avere delle precise responsabilità nei confronti di ciascuno di essi.

Due soggetti possono avere un impatto estremamente diverso sul mondo che li circonda, ed il riscontro che si può ricavare da questo bilancio sociale o bilancio di sostenibilità inciderà anche sul risultato economico dell’azienda.

A parità di caratteristiche di prodotto, la scelta del cliente sarà guidata dalla reputazione del brand che potrà essere valorizzata anche attraverso l’utilizzo del bilancio di sostenibilità.
Non esistono riferimenti formali normativi, che obblighino a trattare determinate questioni oppure a scegliere certi indicatori. Esistono però delle linee guida condivise a livello internazionale, come quelle del Global reporting initiative.

Il welfare gioca un ruolo fondamentale, sia perché rientra tra gli indicatori previsti nel bilancio di sostenibilità che fanno comprendere le modalità con le quali l’azienda si approccia alle risorse umane, sia per i risultati che politiche di questo genere possono portare in termini di riduzione del turnover ed aumento della produttività.

Un bilancio sociale non si basa solo sulle politiche legate al personale dipendente, ma tutte le forme di impegno sociale possono comunque avere una ricaduta in termini di percezione del lavoro da parte del lavoratore.

Un lavoratore che approva, e che vede che l’azienda si impegna per tematiche di interesse sociale (ad esempio l’emissione dei gas serra, l’erosione del suolo, il ripopolamento delle foreste) sarà più motivato e svolgerà meglio i compiti impartiti. Questo circolo virtuoso viene attraverso il bilancio di sostenibilità comunicato all’esterno ma, come detto, anche all’interno.
Abbiamo visto come sia importante la comunicazione per la riuscita di una politica di welfare strutturata, comunicare all’interno ed all’esterno questo uno dei compiti che si possono portare avanti attraverso il bilancio di sostenibilità

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane.
Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro.
È stato docente a contratto per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino.
Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi.

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