Welfare Aziendale: Mutuo e Finanze

Chiunque abbia avuto un mutuo sa quanto questo possa risultare un peso, un debito quasi “per la vita” che si presenta tutti i mesi all'incasso.

In questo particolare contesto economico di incertezza, può risultare l’unica certezza per i lavoratori dipendenti.

Su questo punto l’ampio concetto di Welfare Aziendale può venire incontro alle famiglie in diversi modi con l’utilizzo dell’articolo 51, comma 4, lettera b del Tuir:

  • il datore di lavoro concede direttamente il prestito agevolato (questo avviene specialmente per istituti di credito che concedono dei tassi agevolati per la costituzione di mutui ai propri dipendenti o anche al datore di lavoro che a sua volta concede l’importo direttamente a titolo di prestito);
  • il datore di lavoro consente al lavoratore di usufruire di prestiti agevolati concessi in virtù di convenzione stipulate tra datore di lavoro e istituto di credito.

La seconda opzione peraltro può non comportare costi diretti per il datore di lavoro, che dovrà solamente stipulare tali convenzioni.

In realtà esista anche una terza via, la quale però prevede un’apposita gestione:

  • i dipendenti liberamente stipulano con un istituto di credito un contratto di finanziamento;
  • il datore di lavoro può non avere convenzioni con tale istituto;
  • il datore di lavoro contribuisce in misura percentuale all'abbattimento del tasso di finanziamento;
  • il datore di lavoro corrisponde direttamente nel conto corrente del dipendente nel quale la banca preleva le rate del mutuo il predetto contributo.

A queste modalità si aggiunge un ulteriore possibilità, che può rientrare in un concetto di wellbeing, e cioè la messa a disposizione di un consulente finanziario che guidi non solo il lavoratore nella stipula di un vantaggioso mutuo, ma gli prospetti una gestione delle proprie finanze che lo faccia sentire sereno.

Insomma un modo per dare modo al lavoratore di potersi concentrare sul proprio lavoro senza pressioni. Peraltro al raggiungimento di un livello di gestione finanziaria ottimale il discorso economico non sarà la leva maggiore per lasciare il proprio posto di lavoro e legandolo ad un incentivazione e valorizzazione del lavoro potrà essere un ottima strategia per trattenere in azienda i talenti.

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane.
Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro.
È stato docente a contratto per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino.
Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi.

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