Abbiamo iniziato, nel precedente articolo, a trattare l’assistenza sanitaria come forma di welfare; l’argomento è vasto e non possiamo non trattare anche quanto gestito attraverso la contrattazione collettiva. Il welfare contrattuale, derivante quindi dai CCNL, ha concentrato il proprio intervento in tema di welfare su varie forme di assistenza sanitaria integrativa: tanti sono i lavoratori che possono usufruirne e beneficiare così di visite mediche private evitando spesso le attese infinite del servizio sanitario pubblico. I fondi di assistenza integrativa coprono quindi le spese per le visite mediche, rimborsando direttamente l’utente o la struttura, in base all’accordo siglato ricompreso nel CCNL. Tutti i fondi devono risultare iscritti all’anagrafe dei fondi sanitari istituita con DM 31/03/2008 dal Ministero della salute.

Per risultare iscritti a un fondo di assistenza integrativa devono essere versati dei contributi, consistenti solitamente in una somma contenuta, sia da parte del datore di lavoro sia, in alcuni casi, del dipendente stesso. Ogni fondo specifica le opzioni di rimborso e i vari piani sanitari acquistabili, oltre a specificare le visite e gli acquisti che possono essere rimborsati. È anche possibile, in alcuni casi, pagare una contribuzione per iscrivere anche i propri familiari al fondo. In questo le aziende potranno analizzare le coperture e le garanzie prestate ed andare ad integrare lì dove vi è la necessità; per fare ciò è importante, come già detto in altri interventi, conoscere bene la popolazione aziendale per intervenire su campi di interesse generando valore per il dipendente. Le prestazioni del fondo possono essere diverse a seconda delle varie categorie di lavoratori.

Un esempio di fondo di assistenza sanitaria è il Fondo MètaSalute, il quale è previsto, a decorrere dal 1° Ottobre 2017, per tutti i lavoratori dipendenti che abbiano superato il periodo di prova delle aziende che applicano il CCNL dell'industria metalmeccanica e della installazione di impianti l’adesione, a cui vengono applicati i seguenti contratti:

  • a tempo indeterminato compresi i lavoratori part-time (orizzontale e verticale) e a domicilio;
  • apprendistato;
  • a tempo determinato di durata non inferiore a 5 mesi a decorrere dall’iscrizione.

È facoltà del lavoratore esprimere rinuncia scritta all'adesione a MètaSalute, da comunicare direttamente alla propria azienda.

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane.
Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro.
È stato docente a contratto per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino.
Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi.

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