Lavoratori all'estero e Welfare Aziendale

In questo blog si parla in maniera costante di welfare aziendale, ma non è mai stato affrontato una tematica molto interessante e molto attuale come quella degli espatriati.
Il welfare destinato ai lavoratori mandati all'estero ha una funzione molto importante, da questo pacchetto può dipendere il successo o meno della missione.

Immaginiamo infatti dei lavoratori distaccati per un periodo importante in un paese straniero, immaginiamo quindi che il lavoratore sia stato inviato per avviare una nuova attività nello stato, o per sviluppare una nuova area di business, o per dirigere una nuova acquisizione; la produttività di questo lavoratore sarà cruciale.

Le aziende quindi studiano delle misure welfare proprio per aiutare il dipendente in questo percorso, soprattutto quando il trasferimento riguarda anche i familiari del dipendente.

Alcune misure che possono essere introdotte sono: gestione iscrizione a scuola per i figli, gestione del trasloco e delle nuova abitazione, disbrigo delle pratiche fiscali e previdenziali, assistenza sanitaria e assistenza psicologica per lui e per la propria famiglia.

Arrivare in un nuovo paese non è mai semplice, arrivarci con tutta la famiglia comporta uno stress che può distogliere dall'obiettivo aziendale da raggiungere. Invece di essere immediatamente produttivo il lavoratore potrebbe doversi occupare della sistemazione scolastica dei figli, valutare l’inserimento della moglie/marito all'interno del sistema sociale, ma anche verificare le pratiche burocratiche utili a non avere problematiche fiscali al termine del proprio distacco o trasferimento.

Inoltre, non è da sottovalutare l’aspetto psicologico del trasferimento, lasciare un territorio e delle persone conosciute per andare in un paese con lingua e tradizioni completamente diverse può essere destabilizzante, soprattutto quando questo avviene nei paesi maggiormente lontani dalla nostra cultura.

Sull'ultimo aspetto sono stati studiati dei sistemi di assistenza psicologica al trasferimento, che seguono, anche con modalità remote il lavoratore e la propria famiglia in questa transizione.

Una corretta politica di welfare verso i lavoratori all'estero può fare la differenza; questo contando che in alcuni paesi il rientro anticipato dalle missioni all'estero arriva fino al 40%.

Un rientro anticipato, oltre che essere un fallimento aziendale, potrà anche risultare un fallimento personale che il lavoratore si potrà trascinare anche in Italia. Si comprende bene quindi quanto sia importante studiare delle politiche di welfare anche per queste tipologie di lavoratori.

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane.
Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro.
È stato docente a contratto per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino.
Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi.

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