Buoni Benzina e Welfare Aziendale

Abbiamo più volte parlato delle diverse opportunità che, attraverso il welfare, si possono proporre ai propri dipendenti. Affrontato il discorso di quanto sia importante il percepito dal dipendente e difatti analizzato come, per introdurre un piano welfare efficacie, si debbano capire i bisogni dei dipendenti per apportare la corretta misura.

Una modalità abbastanza semplice ed abbastanza generalizzata è quella dell’utilizzo dei buoni, siano essi buoni carburante, buoni pasto o buoni spesa.

I buoni benzina, noti anche come buoni carburanti, sono uno strumento impiegato soprattutto come benefit per i propri dipendenti, come omaggio per i propri clienti oppure come modalità di rifornimento per gli autoveicoli che appartengono al parco macchine dell’azienda. Tali buoni rientrano nell'ampia disciplina dei benefit beneficiando di numerosi vantaggi di natura fiscale e contributiva.

Ma come funzionano? Chi riceve un buono benzina potrà recarsi presso il distributore appartenente alla compagnia petrolifera indicata sullo stesso e far rifornimento di carburante, il valore del buono corrisponderà alla quantità di carburante erogato.

Per l’acquisto dei buoni benzina ci si potrà rivolgere alle compagnie petrolifere, ognuna delle quali ha le proprie modalità di vendita, oppure attraverso intermediari o piattaforme che gestiscono queste tipologie di benefit.

Dobbiamo però fare attenzione per quanto riguarda il trattamento fiscale, lo stesso è generico a prescindere dalle modalità di acquisto dei buoni.

I buoni benzina rientrano nella deroga alla imponibilità prevista dall'articolo 51, comma 3 del Tuir, il quale prevede che non concorre a formare il reddito imponibile il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se l'importo complessivo nel periodo di imposta non è superiore a 258,23 euro.

Se si resta sotto tale soglia, infatti, il valore del buono resta escluso dall’Irpef per quanto riguarda il lavoratore ed è totalmente deducibile per l’azienda.

Superata tale soglia la totalità dei valori ceduti diviene imponibile, quindi dovessimo erogare 260,00 euro di buoni carburante gli stessi risulteranno per l’intera cifra imponibili ai fini fiscali e previdenziali.

Occorre precisare che il limite è unico e ricomprende diversi benefit. Per esempio, se al dipendente sono già stati erogati buoni spesa, oppure il dipendente è assegnatario di un’autovettura ad uso promiscuo, tali valori concorreranno al raggiungimento del limite anzidetto.

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane.
Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro.
È stato docente a contratto per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino.
Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi.

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