10 comandamenti per un buon Piano Welfare

L’idea di un Piano Welfare si basa sul presupposto che la relazione di lavoro debba includere anche il soddisfacimento di esigenze non efficacemente o non efficientemente soddisfatte dallo stipendio. Introdurre nella propria azienda un piano di Welfare aziendale è un processo complesso che richiede la capacità di coniugare la soddisfazione dei bisogni dei dipendenti con le esigenze e possibilità dell’azienda. Per poter ottenere risultati significativi da un piano di Welfare aziendale, ecco una lista di regole che sarebbe utile seguire.

  1. Analizzare le motivazione, i costi e i benefici in maniera accurata. Innanzitutto bisogna chiedersi perché si vuole realizzare un piano di Welfare aziendale. Si attua in risposta a esigenze manifestate dai dipendenti oppure come tattica per anticipare i bisogni dei dipendenti al fine di aumentare benessere e produttività? Dopo aver stabilito le motivazioni, sarebbe opportuno creare un progetto dove vengono analizzate tutte le variabili, sia proprie della struttura aziendale, sia legate ai dipendenti, al fine di impostare un prospetto di costi e benefici scaturenti dal piano.
  2. Analizzare i costi. Ogni azienda dovrebbe valutare quali saranno gli investimenti dell’organizzazione per il Welfare aziendale, in modo da trovare soluzioni fattibili e compatibili con le esigenze di bilancio.
  3. Individuare i risultati ottenibili con il Welfare. Un’analisi dei risultati che l’azienda vuole ottenere tramite il piano Welfare è indispensabile per impostare il progetto e per capire quanto influire sulla sfera di benessere dei lavoratori. A tale proposito, può essere utile creare degli indicatori specifici in modo da poter confrontare il progetto con i risultati scaturenti dall'attuazione vera e propria.
  4. Rilevare i reali bisogni dei propri dipendenti. Per poter progettare un piano di Welfare aziendale conforme alla propria realtà aziendale è fondamentale saper ascoltare e comunicare con i dipendenti, cercando di carpirne i bisogni. Per effettuare quest’ultima ricerca è necessario raccogliere tutti i dati riguardo il genere, l’età, la mansione dei dipendenti, la loro condizione familiare, i loro interessi e ambizioni.
  5. Coinvolgere in maniera attiva i dipendenti. Coinvolgere in maniera attiva i dipendenti nella progettazione del piano Welfare, significa ad esempio indagare attraverso questionari e colloqui individuali sugli aspetti della loro vita privata per far percepire al dipendente la volontà dell’azienda di soddisfare le loro reali esigenze, magari chiedendo anche spunti per migliorare il progetto.
  6. Individuare il giusto benefit per ogni dipendente. I bisogni variano molto a seconda dell’età della persona: dai 20 ai 30 anni, un soggetto può essere più interessato al Welfare in termini di formazione, mentre dai 30 ai 40 anni in termini di Work-Life Balance; dai 40 ai 50 anni un soggetto può essere per esempio, più interessato a piani di assistenza sanitaria e dai 50 anni a quelli dedicati alla previdenza integrativa. E’ opportuno quindi studiare accuratamente la situazione di ogni singolo dipendente, in modo da potergli offrire un piano Welfare davvero utile. (Il Welfare aziendale per fasce di età)
  7. Scegliere gli strumenti di Welfare in modo oculato. Il passaggio successivo è la scelta degli strumenti di Welfare aziendale, e l’applicazione di azioni di Welfare in base ad aree tematiche, analizzando  le risposte raccolte e stabilendo delle priorità nelle esigenze dei dipendenti.
  8. Costruire una valida rete di collaborazioni. Un buon piano di Welfare aziendale passa anche una rete di collaborazioni con le figure, anche esterne, che lavorano con l’azienda per l’organizzazione e l’implementazione del piano Welfare.
  9. Comunicare. Una volta impostato il piano di Welfare, bisognerà effettuare un’efficiente comunicazione interna ed esterna, comunicando obiettivi, risultati e motivazioni sia all'interno dell’impresa, ossia ai dipendenti, che all'esterno, ai vari stakeholders che ne possono essere interessati.
  10. Valutare il proprio piano Welfare. Per verificare di essere sulla strada giusta, l’azienda deve valutare il proprio piano di Welfare, utilizzando specifici indicatori. Si può trattare sia di autovalutazione che di valutazione da parte dei dipendenti. L’importante è impostarla in modo da poter ottenere risultati confrontabili con quelli prefissati all'inizio del progetto.
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane.
Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro.
È stato docente a contratto per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino.
Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi.

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