People Management

Blockchain Welfare

Cosa centra la blockchain con il welfare?

Possiamo parlare della blockchain nella sua visione più ampia di sistema di “garanzia” oppure essere più venali affrontando il suo utilizzo nell’ambito delle criptovalute.

Per inquadrare il fenomeno dobbiamo prima riprendere la definizione dello stesso. Wikipedia definisce la blockchain come una struttura dati condivisa e "immutabile". È definita come un registro digitale le cui voci sono raggruppate in "blocchi", concatenati in ordine cronologico, e la cui integrità è garantita dall'uso della crittografia. Sebbene la sua dimensione sia destinata a crescere nel tempo, è immutabile in quanto, di norma, il suo contenuto una volta scritto non è più né modificabile né eliminabile, a meno di non invalidare l'intera struttura.

Questo porta la rete a diventare maggiormente trasparente e unica, non richiedendo fiducia tra i vari nodi della rete, ma garantendo chiarezza in tutti i processi.

La blockchain è ora applicata in maniera capillare in moltissimi settori, da una parte garantendo immutabilità e dall’altra tracciabilità.

Tale aspetto può quindi essere riportato anche nell’economia sociale, andando a lavorare su tutti i livelli ed aumentando il grado di stima, ad esempio tracciando le donazioni fatte attraverso le raccolte fondi e verificandone la corretta allocazione.

Per le organizzazioni benefiche questo sarebbe anche una modalità per verificare in maniera immediata i vari flussi di spesa, aiutando anche nella gestione di voto e di tesseramento attraverso il sistema degli “smart contract”.

Innovazione e trasparenza per rendere ancora più etico l’agire delle organizzazioni sociali e del secondo welfare.

Ma come detto, la blockchain ha generato molteplici utilizzi, tra i quali anche quello di criptovalute. Molte sono le valute virtuali nate negli ultimi anni, dai famosi Bitcoin a Ethereum, Binance Coin, Swissborg etc etc.

Rispetto al rapporto con il personale dipendente, ed alla possibilità di pagamento degli stessi con criptovalute, l’Agenzia delle Entrate si è espressa, diverso tempo fa, con la risposta all’interpello 14 del 2018 catalogando tali erogazioni nella fattispecie dei fringe benefit, destinandogli quindi l’esenzione fiscale sino ai 258,23 oggi ampliata a 516,46 euro.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.