Lavoratore

Auguri papà!

Luca Furfaro Luca Furfaro

Oggi è la festa del papà... una buona occasione per parlare del ruolo dei papà all'interno delle famiglie italiane. Un approfondimento anche sulle misure esistenti sul tema dell'equilibrio tra lavoro e genitorialità

Il Covid-19 ci ha costretti a casa, questo non toglie che alcune ricorrenze debbano comunque essere festeggiate. Come ad esempio la Festa del Papà. Certo le mie piccole Giorgia e Lodovica saranno in ogni caso contente di preparare un piccolo lavoretto anche se le scuole sono chiuse, ma questa festività ci serve per parlare anche del ruolo del padre. Occupandoci di lavoro dobbiamo ampliare la nostra visione e interessarci di gender gap e di abbandono del posto di lavoro da parte delle madri. Sembra strano parlare di Festa del Papà ma toccare tematiche legate alle madri, eppure è così. Se vogliamo esaltare il ruolo del padre abbiamo la necessità che lo stesso si adoperi nella vita familiare in maniera da dar modo alla madre di poter comunque intraprendere un’attività lavorativa, dividere e rendere conciliabili le esigenze di entrambe le parti. Per questo motivo il welfare per il padre è argomento interessante anche in un’ottica di gestione delle tematiche retributive legate al genere ed anche per garantire alle madri la stessa possibilità di carriera del padre e non doverle far scegliere tra vita familiare e professionale.

Il 2020 vede un incremento del permesso per il padre legato alla nascita di un figlio, per tutto l’anno, sarà possibile per i papà (anche adottivi o affidatari) usufruire di sette giorni obbligatori e di un giorno facoltativo di permesso, da utilizzare entro i 5 mesi del bambino.

Il congedo obbligatorio, di sette giorni, è fruibile anche durante il congedo di maternità della madre e in aggiunta a esso, una modalità per rendere il padre parte attiva nel processo di integrazione del nascituro.

Inoltre è previsto il congedo facoltativo, di un giorno, utilizzabile anche esso in concomitanza con l’astensione della madre a condizione, però, che la madre scelga di non fruire di altrettanti giorni di congedo di maternità, anticipando conseguentemente il rientro al lavoro.

Il padre deve presentare la domanda al datore di lavoro con almeno 15 giorni di preavviso e il pagamento, a carico dell’Inps, sarà pari al 100% della retribuzione spettante.

Il padre può inoltre partecipare al congedo parentale nella sommatoria degli 11 mesi spettanti con retribuzione del 30%.

L’emergenza coronavirus ha poi introdotto un particolare congedo di 15 giorni fruibile alternativamente da entrambi i genitori per prendersi cura dei figli, ma lo stesso può essere utilizzato solo se l’altro genitore lavora.

Su questa struttura possono essere gestite ulteriori misure che vadano a migliorare la gestione familiare trovando oltre che un equilibrio tra lavoro e genitorialità anche un equilibrio tra padre e madre.

Buona Festa del Papà a tutti… ma soprattutto al mio.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.