Pensions and Insurance

Assistenza sanitaria integrativa: un valore aggiunto

L'assistenza sanitaria integrativa come alleato delle imprese

Si parla ancora troppo poco dell’assistenza sanitaria integrativa che invece può risultare un ottimo alleato per le imprese dando loro la possibilità di rispondere ai sempre maggiori bisogni sociali, incrementando la sanità privata.

Partendo dall’analisi normativa, ai contributi versati a una cassa di assistenza si applica l’ art. 51, comma 2, lett. a) del TUIR:

non concorrono a formare il reddito: a) i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore ad enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, che operino negli ambiti di intervento stabiliti con il decreto del Ministro della salute di cui all'articolo 10, comma 1, lettera e-ter), per un importo non superiore complessivamente ad euro 3.615,20. Ai fini del calcolo del predetto limite si tiene conto anche dei contributi di assistenza sanitaria versati ai sensi dell'articolo 10, comma 1, lettera e-ter) [...]”

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Molti CCNL al loro interno stabiliscono già il fondo sanitario integrativo di riferimento a cui iscrivere i lavoratori di quel settore. Un esempio tra tanti è Metasalute, fondo nazionale di categoria che fornisce assistenza sanitaria integrativa ai lavoratori dell’industria metalmeccanica, dell’installazione di impianti e ai lavoratori del comparto orafo e argentiero, il fondo che raccoglie ad oggi il maggior numero di iscritti, i quali non sono solo i lavoratori dipendenti, ma si amplia la possibilità di iscrizione e di beneficio anche ai familiari.

Lo scopo di questi fondi integrativi è appunto non quello di sostituirsi al Sistema Sanitario Nazionale, ma offrire servizi aggiuntivi. Per esempio, nel corso della pandemia, il Metasalute ha messo a disposizione iniziative nuove, volte al sostegno degli iscritti come la definizione di un piano a supporto economico per eventi connessi alle sindromi influenzali di natura pandemica. Il supporto economico consiste in un’indennità una tantum in caso di ricovero per accertamenti e/o cure di sindromi influenzali da COVID-19 pari a 30 euro al giorno per un massimo di 30 giorni; in aggiunta, qualora l’iscritto fosse stato ricoverato in un reparto di terapia intensiva l’erogazione di un’indennità una tantum pari a 1.000 euro o ancora un importo di 500,00 una tantum a seguito di dimissioni da un reparto di terapia sub-intensiva o reparto assimilabile.

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Infine, l’adesione ad un fondo sanitario integrativo oltre a dare la possibilità di usufruire di servizi aggiuntivi e ottenere dalla cassa di assistenza il rimborso delle spese sanitarie sostenute, non fa venire meno i diritto del lavoratore di avvalersi, in sede di dichiarazione dei redditi, della deduzione dal reddito o della detrazione d’imposta nella misura del 19% che spetta sull’importo eccedente i 129,11 euro, limitatamente alla parte di spesa rimasta effettivamente a suo carico e non rimborsata dalla cassa di assistenza.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.