People Management Welfare

Ascolta prima di parlare

Luca Furfaro Luca Furfaro

L'emergenza che stiamo attraversando potrebbe aver stravolto le priorità di molti lavoratori e di molte famiglie.

Isolamento finito, o meglio attenuato, possiamo fare una riflessione sul rientro dei lavoratori nelle aziende. Giustamente molti commentatori si sono soffermati sulla necessità dell’introduzione di un protocollo, sui corretti Dpi e su tutte le modalità per la corretta sanificazione. Tutte informazioni corrette che devono essere tenute in seria considerazione dalle aziende, per tutelare il lavoratore da un punto di vista fisico ma anche, e forse soprattutto, da un punto di vista psicologico.

Il periodo appena trascorso ha dimostrato la grande fragilità umana, fisica e mentale, che ci porta a voler scappare da quello che in realtà è da sempre un luogo identificato come sicuro ovvero casa. La paura ci ha spinto necessariamente a voler fare qualcosa, da cantare sul terrazzo, ad applaudire e suonare a lamentarci sui social network.

Ora si ritorna nei luoghi di lavoro, e teoricamente gli stessi possono risultare meno sicuri della nostra abitazione; compito quindi del datore di lavoro quello di adeguare il contesto lavorativo utilizzando un approccio smart ai luoghi ed alle modalità di lavoro. Questo approccio deve però prevedere anche una comunicazione efficace e una partecipazione dei lavoratori alla ridefinizione delle dinamiche lavorative.

Molto spesso è stato sottolineato quanto debba essere messo in primo piano l’ascolto del dipendente, che è cosa diversa da una pubblicità unilaterale ad esso dedicata. Il welfare è in primo luogo capire quali sono le tematiche che interessano il dipendente; questo radicale cambiamento potrebbe aver cambiato gli interessi e le preoccupazioni dei lavoratori ed anche la sua scala dei valori. Potrebbe quindi essere interessante andare a effettuare una nuova analisi del clima aziendale ed anche un’ulteriore indagine rispetto ai desideri dei lavoratori per adattare il comportamento aziendale e fornire attività e servizi utili.

Ascoltare e comprendere le preoccupazioni per dare modo al lavoratore di adattarsi a questo nuovo modo di lavorare. Fare dei focus group che analizzino le preoccupazioni dei lavoratori e che anche adattino le misure di welfare potrebbe essere utile per ripartire con una nuova visione adattata. Prima della comunicazione passiamo dall’ascolto, come affermava Sir Winston Churchill: “Il coraggio è quello che ci vuole per alzarsi e parlare; il coraggio è anche quello che ci vuole per sedersi ed ascoltare.”

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.