Welfare

Amministratore senza compenso: welfare si o no?

Francesca Zucconi Francesca Zucconi
È dello scorso 13 dicembre la risposta n. 522 dell’Agenzia delle Entrate la quale torna nuovamente ad esprimersi in materia di welfare aziendale.

In sostanza l’interpello riguardava l’applicazione di un piano welfare rivolto a due categorie di beneficiari: una costituita dai tre dipendenti e l'altra costituita dai tre membri del Consiglio di Amministrazione, di cui però solo un componente percepisce compensi inquadrabili tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, mentre gli altri due amministratori, svolgono l'incarico a titolo gratuito e sono titolari di redditi diversi da quelli di lavoro autonomo.

All’interno del piano i benefit previsti consistono in trattamenti estetici ad esempio cura del viso, trattamenti del corpo e per il dimagrimento, eliminazione dei peli superflui e manicure presso un centro benessere convenzionato ed anche il rimborso per iscrizione e frequenza di corsi di lingua presso centri di formazione linguistica a scelta dei beneficiari a favore dei propri familiari, al di fuori dell'orario scolastico e sulla base delle esigenze personali.

L’istante intende quindi conoscere se gli amministratori senza compenso possano ricevere servizi di welfare aziendale defiscalizzati; se gli oggetti del piano welfare possono rientrare come benefit, nello specifico i trattamenti di estetica benefit di cui all'articolo 51, comma 2, lettera f), del D.P.R. 917/1986 e se i corsi di formazione linguistica a favore dei familiari dei lavoratori possano essere inquadrabili tra i benefit di cui all'articolo 51, comma 2, lettera f-bis), del D.P.R. 917/1986.

In passato l’Agenzia si era già espressa in modo favorevole riguardo l’applicazione di piani welfare agli amministratori qualora potessero esser considerati una categoria omogenea partendo dall’assunto che i compensi erogati agli amministratori possano essere riconducibili ai redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, ai sensi dell'art. 50, co. 1, lett. c-bis) del d.P.R. 917/1986, e che di conseguenza si applicassero le stesse regole in materia di determinazione del reddito.

In questo caso, in effetti, manca un criterio chiave: il reddito assimilato a quello da lavoro dipendente, essendo amministratori che non percepiscono alcun compenso.

Proprio per tale mancanza l’Agenzia delle Entrate esprime parere contrario all’inclusione dei due amministratori che non percepiscono compenso, in quanto non si può parlare di “categoria omogenea”, dato che per lo svolgimento dell’incarico un solo componente del Consiglio di Amministrazione percepisce compensi, reddito quindi assimilabile a quello da lavoro dipendente. Inoltre “la circostanza che i benefit siano corrisposti agli amministratori che non percepiscono alcun compenso per l'incarico svolto, porta a ritenere che gli stessi assolvano una funzione essenzialmente remunerativa e debbano, pertanto, essere assoggettati a tassazione ai sensi dell'articolo 51, comma 1, del Tuir. Ne consegue che i benefit erogati a tutti i membri del consiglio di amministrazione non possano fruire del regime di esclusione dal reddito”.

Sugli altri due punti l’Agenzia delle entrate si esprime in questo modo.

Per quanto riguarda i trattamenti estetici presso centri specializzati, questi non possono rientrare nell’esenzione prevista dalla lettera f) poiché non sono servizi rivolti alla persona con una rilevanza sociale, non rientrando in servizi rivolti a finalità ad esempio di educazione o istruzione. Possono essere quindi considerati fringe benefit e seguire il normale criterio fiscale considerando la soglia annuale di esenzione di euro 258,23.

L’ultimo quesito riguardava la possibilità di ricomprendere tra i benefit i corsi di lingua nell’ipotesi in cui gli stessi non siano forniti direttamente dal datore di lavoro ma da questi rimborsati perché acquistati dal lavoratore. Questi corsi possono a tutti gli effetti essere considerati oneri di utilità sociale e quindi assumano le caratteristiche di finalità educative e di istruzione e di conseguenza l’Agenzia ritiene che i rimborsi per corsi di lingua (tenuti al di fuori della scuola) a favore dei familiari dei lavoratori possano rientrare tra i benefit esenti di cui all'art. 51, c. 2, lett. f-bis), del D.P.R. 917/1986.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.