Lavoratore People Management

Addio “yes man”

Francesca Zucconi Francesca Zucconi

yes man: lavoratore che non è in grado di esprimere al meglio la sua posizione, non sa dire di no e pur di compiacere il capo accetta qualsiasi compito gli venga affidato

Ognuno di noi, durante la propria carriera, si è trovato ad avere a che fare almeno una volta con uno “yes man”: il classico lavoratore che, pur di compiacere il proprio capo, accetta di buon grado qualsiasi compito gli venga affidato.

Questo atteggiamento molto spesso si verifica non solo esclusivamente nella relazione dipendente-capo ma anche tra dipendenti stessi: un lavoratore che non è in grado di esprimere al meglio la sua posizione tenderà ad accettare compiti anche da chi non è strettamente il suo superiore.

I classici “yes man” sono coloro che tendenzialmente non contraddicono mai il loro superiore, vengono oberati di lavoro proprio per la loro incapacità di dire di no e non vengono valorizzati proprio perché sono loro stessi i primi ad avere una bassa autostima.

Se in un’epoca lavorativa passata queste tematiche non venivano nemmeno prese in considerazione all’interno di un’azienda ed anzi si aveva la percezione che dire sempre di si potesse essere un metodo per non mettersi in cattiva luce e al tempo stesso fare carriera più velocemente proprio perché mai in controtendenza, oggi fortunatamente le cose hanno subito dei risvolti diversi.

È evidente che il risvolto della medaglia non sia un invito ai lavoratori a dire di no sempre e comunque ed avere un comportamento ostile, ma imparare ad avere un atteggiamento critico senza temere il conflitto che spesso può portare a sviluppare strade alternative non prese inizialmente in considerazione; la critica, quando ovviamente costruttiva, è fonte di ispirazione.

Come spesso si dice “ogni testa è un piccolo mondo” ed è proprio questo il valore aggiunto di ogni persona, nella vita personale e professionale.  E quest’ultimo è l’ambito in cui la diversità deve essere valorizzata: avere un punto di vista specifico sulle varie questioni denota preparazione, rispetto verso sé stessi; caratteristiche importanti per un lavoratore, come l’impegno profuso nel lavoro e la capacità di mantenere il controllo.

Questi sembrano aspetti lontani dal “mondo welfare” ma in realtà sono l’essenza stessa, la base.

Sviluppare le diversità caratteriali e al tempo stesso aiutare gli “yes man” ad uscire da questo atteggiamento in cui si auto-imprigionano è un compito arduo per i team leader in quanto prima di tutto devono saper sviluppare empatia verso tutti i componenti della squadra; ma è sicuramente un modo per dare valore aggiunto all’ambiente di lavoro e creare un clima sereno e armonioso.

Questo è l’ennesimo esempio che dimostra come portare benessere all’interno delle imprese sia possibile per tutte le tipologie di aziende, dalle micro a quelle più strutturate. È la mentalità imprenditoriale che fa la differenza, non bisogna pensare a piani di welfare elaborati e inaccessibili, bisogna partire dallo studio della propria realtà, cosa si può fare per migliorarla e mettere in atto ogni piccolo accorgimento per fare la differenza. Il resto, ossia rispondere anche alle esigenze più materiali dei lavoratori, diventa un’immediata conseguenza.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.