Welfare

Pensione, ti pianifico io

Francesca Zucconi Francesca Zucconi

Ogni giorno è necessario valutare situazioni che hanno a che fare con i propri soldi e la propria economia ma tipicamente il lavoratore pone massima attenzione al reddito che percepisce in modo diretto, valutando le necessità immediate, trascurando aspetti che, invece, bene possono collegarsi all'ambito del lavoro: risparmio e pianificazione del futuro previdenziale.

Evitando di programmare e pianificare non si può essere protagonista del proprio futuro rimanendo in balia di quello che il servizio pubblico offre. Creando spesso insoddisfazione.

Uno dei grossi problemi è la mancanza di informazione e di educazione in materia finanziaria. Su questo tema l’Italia si posiziona tra le ultime posizioni per tasso di adulti in possesso di conoscenze finanziarie di base, siamo al 37%, in confronto ad esempio alla Germania il cui tasso è al 66%.

La mancanza di conoscenza ha l’immediato effetto di vanificare qualsiasi scelta ragionata e la possibilità di intraprendere azioni efficaci per migliorare il benessere finanziario. Per questo stesso motivo molti evitano di mettere in atto azioni che potrebbero portare ad opportunità di risparmio e investimento, preferendo la liquidità immediata.

Questo è il vero scoglio da dover superare. Progettare, programmare, pianificare qualcosa di cui apparentemente non si hanno certezze. Ma non è forse il caso di crearsele alcune certezze?

Tra le incertezze principali sicuramente il discorso pensionistico riveste un ruolo da protagonista, tanto da sentire spesso frasi del tipo “chissà se mai andrò in pensione” oppure “ho lavorato tutta la vita per avere ben poco in cambio quando andrò in pensione”.

Tutti dubbi leciti, ma intervenire quando si è a fine carriera produce ben pochi effetti, mentre agire agli inizi quando si ha tutto il percorso davanti non può che riservare piacevoli sorprese soprattutto perché diventa un percorso mirato.

Molto brevemente il rapporto di sostituzione, ossia il rapporto tra reddito pensionistico e ultimo reddito da lavoro, può essere piuttosto basso se gestito interamente dall’INPS, ciò significa che sarà necessario dover modificare abitudini e stile di vita perché non saranno adeguati.

Pianificare serve a questo: evitare che succeda, evitare di dover modificare le abitudini.

Considerando la mancanza di educazione finanziaria di cui sopra, il lavoratore può partire da una scelta abbastanza semplice e sicura.

Infatti, oltre al reddito diretto il lavoratore gode anche di uno indiretto: il TFR. Il trattamento di fine rapporto è l’elemento che matura in costanza di rapporto ma viene erogato solamente al termine, salvo casi specifici.

Di norma la scelta del lavoratore verte sul mantenimento del TFR in azienda, mentre ci sono altri strumenti quale la previdenza integrativa, che può dare risultati soddisfacenti. L’azienda in questo ambito può giocare un ruolo importante. Illustrate le alternative oltre al mantenimento in azienda può essere il primo modo per entrare a conoscenza dei fondi pensioni chiusi o aperti, il cosiddetto secondo pilastro della previdenza ed iniziare a costruire il primo accesso all'informazione finanziaria.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.