Tu anticipi, il datore di lavoro ti rimborsa!

Francesca Zucconi | 11/07/2019
Tu anticipi, il datore di lavoro ti rimborsa!

Il Welfare Rimborsuale è una modalità di welfare che consiste nel rimborso a carico del datore di lavoro di spese sostenute, e quindi anticipate, dal lavoratore in favore dei suoi familiari, relative a servizi di educazione e di istruzione.

Tra le varie possibilità di gestione del piano welfare aziendale il datore di lavoro ne può scegliere una che lascia ampio margine di scelta ai lavoratori, ossia rimborsare alcune spese sostenute per determinati servizi.

Questa modalità viene definita welfare rimborsuale.

Il “welfare rimborsuale” è proprio una modalità di attuazione di piano welfare che consiste nel rimborso a carico del datore di lavoro di spese sostenute, e quindi anticipate, dal lavoratore per usufruire di alcuni servizi.

Non tutte le spese, ovviamente, possono essere rimborsate, ma quelle previste nel comma 2, lettera f- bis del Tuir, "le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione, da parte dei familiari indicati nell’art. 12, dei servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, nonché per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali e per borse di studio a favore dei medesimi familiari."

Il riferimento è quindi alle spese sostenute dal dipendente in favore dei suoi familiari, senza prevedere il rimborso di spese in favore del dipendente stesso.

Le spese sono legate a servizi di educazione e istruzione.

Al fine di ricomprendere quali servizi si intendono è stata data un’interpretazione estensiva del comma ricomprendendo tra le finalità di istruzione le spese sostenute per:

  • tasse per iscrizione ad asili nido, a scuole materne oltre ai corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria o secondaria di 1° e di 2° grado, ma anche universitarie; 
  • servizi di mensa
  • libri di testo scolastici
  • iscrizione a centri estivi ed invernali;
  • ludoteche;
  • servizio di trasporto scolastico (quando incluso nell’offerta formativa scolastica); 
  • spese per gite didattiche e visite d’istruzione (quando incluso nell’offerta formativa scolastica);
  • servizi di baby-sitting.

Rimangono invece escluse le spese sostenute per corsi legati ad attività sportive non avendo una finalità scolastica ma anche quanto speso per frequentare ad esempio corsi di preparazione a test di ingresso universitari.

Francesca Zucconi

Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.

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