La prima forma di Welfare: i Nonni!

Francesca Zucconi | 25/07/2019
La prima forma di Welfare: i Nonni!

I Nonni sono la prima "fonte" di Welfare: danno la possibilità ai figli di conciliare vita privata e vita lavorativa, aiutandoli nella gestione dei figli e non solo. Ma in una situazione delicata come quella attuale, in cui l'età pensionabile è in aumento, è necessario l'intervento delle aziende per agevolare la vita lavorativa ed extra dei proprio dipendenti.

I nonni sono la vera ricchezza della famiglia moderna.

Soprattutto in questo periodo, con le scuole chiuse e i centri estivi che stanno per terminare, i genitori, che invece devono lavorare tutto il giorno, vengono assaliti dall’ansia riguardo a chi lasciare i figli.  Chi può contare sull’auto dei nonni è davvero fortunato.

I nonni, infatti, possiamo classificarli come la prima “fonte” di welfare: sopperiscono a tante necessità dei propri figli, dando loro la possibilità di conciliare vita privata e lavorativa, li aiutano nella gestione dei figli ma anche nel disbrigo di piccole commissioni, senza dimenticare che a volte sono ancora un sostegno economico.

La necessità di contare in modo così prepotente sui nonni si può riscontrare in alcune lacune nel mondo del lavoro e della società stessa: da una parte la difficoltà di conciliare orari lavorativi, ancora troppo rigidi, e impegni famigliari, dall’altro la mancanza di strutture adeguate a sopperire queste esigenze in orari non coincidenti con quelli lavorativi dei genitori.

Ma il trend sta inesorabilmente cambiando per alcuni motivi evidenti.

In primo luogo la crescente aspettativa di vita non darà ai nonni di domani la possibilità di aiutare i propri figli con i nipoti perché molto probabilmente saranno a loro volta impegnati nel lavoro, creando così un circolo vizioso.

Questa mancanza dovrebbe quindi essere  sopperita dalla società con la creazione di strutture pensate proprio per queste esigenze, che possano essere sfruttate in modo flessibile e accessibili altresì a livello economico, perché la seconda cosa che si verificherà è che purtroppo i nonni di domani non avranno lo stesso tenore pensionistico di quelli di oggi e non potranno aiutare economicamente i figli.

In questa situazione le aziende si trovano a giocare un ruolo fondamentale di integrazione o addirittura di sostituzione al welfare state, per agevolare la vita lavorativa ed extra dei propri dipendenti.

Quali sono le iniziative che possono mettere in campo le aziende?

Sono parecchie in effetti.

Dalla semplice modifica degli orari lavorativi, consentendo quando possibile una maggiore flessibilità ed elasticità, all’inserimento in azienda di asili o spazi che accolgano e si prendano cura dei figli dei dipendenti durante l’orario lavorativo.  

Questi, ovviamente, sono solo semplici esempi, poiché è impossibile generalizzare perché la riuscita di un piano welfare passa necessariamente dall’ascolto delle esigenze di ogni lavoratore, personalizzando e rendendo unico ogni piano.

Francesca Zucconi

Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.

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