La nuova Generazione Welfare

Luca Furfaro | 24/04/2019
La nuova Generazione Welfare

Welfare e Giovani: un mondo in rapido cambiamento.
E’ interessante notare come le giovani generazioni, nella scelta del lavoro, valutino non solo la retribuzione monetaria, ma anche, e soprattutto, il valore dei servizi riconosciuti in termini welfare, considerando in particolar modo innovatività e qualità delle prestazioni.

In sociologia si dice che una generazione raggruppi tutti quegli individui segnati dagli stessi eventi, poiché nati nello stesso periodo, e che condividono la medesima prospettiva sul futuro.

Da un po’ di tempo ci piace catalogare i giovani con le loro generazioni (X, Y, ed ora anche Z), ma cosa vogliono i “giovani” che iniziano a lavorare?

I giovani che utilizzano già iniziative di welfare scelgono sempre meno le convenzioni, preferendo piuttosto le attività di formazione o proposte di socializzazioneflessibilità salute; al contrario, iniziative come previdenza complementare rivestono invece una importanza minore.

Questo fa chiaramente capire come vi sia stato un netto cambio di visione da parte delle nuove generazioni: non è la ricompensa monetaria ad allettare, ma il valore di quello che viene riconosciuto in termini di welfare aziendale.

I giovani continuano a ritenere centrale ed importante il lavoro, ma come completamento e arricchimento della propria vita personale; per questo motivo, hanno bisogno che il lavoro stesso sia abbastanza flessibile da permettergli di sviluppare la loro vita privata e la loro cultura.

Inoltre, molti giovani lavoratori, scelgono il proprio posto di lavoro non solo, e non prevalentemente, per la retribuzione monetaria ma anche e soprattutto per i servizi ad essa connessi, valutando in particolare l’innovatività e la qualità delle prestazioni.

In un mondo in netto e veloce cambiamento, formarsi e rimanere informato è una necessità primaria per le giovani generazioni.

Altro aspetto che non viene sottovalutato è quello legato ai costi connessi alla salute; viene ritenuta quindi importante, o meglio fondamentale, una polizza sanitaria che deve saper coprire le spese in caso di necessità.

Ma, seppure si dia una visione stereotipata dei giovani, classificandoli con lettere e ritenendoli tutti standardizzati, occorre prestare molta attenzione ai bisogni interni all'azienda che possono dipendere da diversi fattori.

Andare a monitorare la popolazione aziendale e offrire servizi flessibili che possono adattarsi ai diversi bisognipuò fare la differenza ed il successo di un piano di welfare.

Luca Furfaro

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.

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