L’introduzione del Voucher (o Buono Welfare)

Luca Furfaro | 07/05/2019
L’introduzione del Voucher (o Buono Welfare)

L’Articolo 1 della Legge di Stabilità del 2016 ha introdotto il voucher come nuova modalità di gestione dei servizi del welfare. Tale buono non costituisce un erogazione in denaro e permette, inoltre, di accedere ai diversi servizi mantenendo però i vantaggi fiscali.

L’articolo 1comma 190, lett. B della Legge di Stabilità del 2016, ha introdotto, nell'articolo 51 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, il comma 3 –bis.

Il comma citato prevede che l’erogazione di beni, prestazioni, opere e servizi da parte del datore di lavoro può avvenire mediante documenti di legittimazione, in formato cartaceo o elettronico, riportanti un valore nominale.

Con questo intervento normativo è stato quindi introdotto il concetto di voucher, una nuova modalità per la gestione dei servizi di welfare.

Tale buono non costituisce un erogazione in denaro, potendo in questo modo mantenere le agevolazioni fiscali e previdenziali previste dai commi 2 e 3 dell’articolo 51 TUIR.

Le caratteristiche di questo buono sono state individuate dal Ministero del lavoro, di concerto con il Ministero dell’economia, con il D.I. 25 marzo 2016.

Le caratteristiche del buono previste dal decreto sono:

  • deve essere nominativo;
  • non può mai essere monetizzato;
  • è personale;
  • deve dare diritto ad un solo bene, prestazione, opera o servizio per l’intero valore nominale, senza integrazioni.

Tale buono può essere sia in formato elettronico che cartaceo, e non può essere ceduto a terzi.

E’ stato chiarito, anche dagli interventi dell’Agenzia delle Entrate (Circolare 15 giugno 2016, n. 28/E), che il bene deve essere interamente coperto dal valore del buononon può essere un pagamento parziale oppure uno sconto, ma il buono può, invece, essere relativo ad un servizio che potrà essere acquistato nuovamente direttamente dal dipendente(esempio un mese di abbonamento in palestra).

Il medesimo decreto disciplina anche la possibilità di cumulo con il c.d. “buono multi servizi”; infatti, non è possibile cumulare i servizi se non tramite l’eccezione prevista per i beni di importo complessivamente inferiore a 258,23 euro (soglia fringe benefit). Con questa modalità, ed entro tale limite, si potrà utilizzare un unico buono per una pluralità di servizi.

L’archetipo del buono welfare è il francese Chèque emploi service universel, introdotto in Francia nel 2006, che permette di accedere a diversi servizi di welfare mantenendo i vantaggi fiscali.

Una modalità di gestione che si aggiunge quindi alle prestazioni dirette di welfare o al welfare rimborsuale.

Luca Furfaro

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.

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