Il Welfare e il congedo di paternità

Luca Furfaro | 11/06/2019
Il Welfare e il congedo di paternità

Il Welfare non trascura i papà in tema di congedo, categoria invece spesso sottovalutata, ma offre loro la possibilità di poter usufruire di misure di conciliazione famiglia-lavoro. Inoltre, per le aziende, l'investimento è tanto esiguo quanto grande è il ritorno in termine di gratitudine e di rispetto.

Una categoria spesso sottovalutata è quella dei papà; infatti, quando parliamo di coniugare i tempi legati alla famiglia a quelli di lavoro spesso si pensa esclusivamente a delle misure per le mamme.

Solo ultimamente il nostro paese si sta accorgendo della figura paterna come possibile fruitore di misure di conciliazione famiglia-lavoro. Nessuno mette in dubbio il ruolo materno, ma, alcune modalità di lavoro o di congedo per il padre possono aiutare a distribuire equamente (o quasi) la gestione dei figli; ciò, oltre a dare la possibilità ai padri di vivere maggiormente gli affetti familiari, dà la possibilità alle madri di essere più presenti e attive sul mercato lavorativo allontanando il rischio dell’abbandono del ruolo attivo nel mercato del lavoro.

Normativamente, il più importante e recente intervento in tal senso è quello che ha previsto l’innalzamento a quattro giorni di congedo obbligatorio e uno di congedo facoltativo per i lavoratori subordinati che diventano papà. Sul congedo del padre hanno inoltre lavorato alcune aziende, estendendolo e facendosi carico del costo per i giorni extra: un esempio è quello di l’Oreal che ha aggiunto 10 giornate di permessi extra per i neo papà; ancor meglio ha fatto Mastercard che ha portato tale congedo a 8 settimane frazionabili.

Tali misure, come spesso accade, sembrano appannaggio solo di grandi realtà, ma se pensate a quanto esiguo può essere l’investimento e quanto grande il ritorno in termini di gratitudine potrete comprendere che la misura può essere attuata anche dalle piccole aziende.

Il tempo è sempre una risorsa importantissima per i genitori e, sicuramente, il donare tempo è fondamentale per dare la possibilità di gestire la famiglia; ma altrettanto importante possono essere le iniziative che il tempo lo fanno risparmiare.

Altro punto fondamentale è quello legato ai costi della famiglia sui quali il welfare può intervenire per aiutare attraverso la fornitura di servizi o la partecipazione a costi (Asilo nido, mensa scolastica, libri scolastici e molto altro).

Verificare le esigenze dei padri può essere quindi apprezzabile anche per far rendere maggiormente sul luogo di lavoro, lasciando la possibilità al padre di concentrarsi sui propri progetti sapendo comunque di avere il tempo necessario per occuparsi anche dei propri affetti.

In quest’ottica anche una banca ore può essere un utile strumento di conciliazione, ma, come per ogni categoria di fruitori, l’unione di più misure può creare la giusta ricetta.  

 

Luca Furfaro

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.

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