Il Welfare e l’assistenza sanitaria

Luca Furfaro | 19/03/2019
Il Welfare e l’assistenza sanitaria

Sei sicuro di essere bene informato riguardo le forme di assistenza sanitaria? Nell’articolo trovi tutto quello che c’è da sapere, poiché tra i lavoratori dipendenti, purtroppo, non sempre vi è un’adeguata conoscenza degli importanti servizi ad essa dedicati.

 La definizione dei fondi sanitari è ricompresa nell’articolo 2, comma 2, lett. B, del D.M. 27 ottobre 2009; tale decreto, definisce gli stessi come fondi sanitari integrativi del servizio sanitario nazionale, nonché gli enti, casse e società di mutuo soccorso aventi esclusivamente fine assistenziale.

Ai fini del trattamento fiscale e contributivo è bene distinguere le diverse fattispecie, cercando in tal modo di tracciare un quadro sistematico riguardo quanto ruota attorno all'adesione a tali tipologie di fondo.

fondi sanitari integrativi del SSN, anche chiamati “fondi doc” vedono definita la loro finalità dall’articolo 9, comma 1 del D.Lgs 502/1992. Tali fondi hanno il fine di “favorire l’erogazione di forme di assistenza sanitaria integrativerispetto a quelle assicurate dal servizio sanitario nazionale e, con queste comunque direttamente integrate, possono essere istituiti fondi integrativi finalizzati a potenziare l’erogazione di trattamenti e prestazioni non comprese nei livelli uniformi ed essenziali di assistenza di cui all’articolo 1, definiti dal Piano sanitario nazionale e dai relativi provvedimenti attuativi.”

Da un punto di vista fiscale, tali fondi ricadono nella disciplina prevista dall’articolo 10 del TUIR, il quale definisce la deducibilità dei contributi versati nella misura massima di € 3.615,20.

Differente per la tipologia di servizio fornito è invece la casistica degli enti, casse e società di mutuo soccorsoaventi finalità assistenziali.

Tali enti erogano prestazioni sanitarie integrative nel rispetto del vincolo di risorse vincolate del 20% per prestazioni di assistenza odontoiatrica, di assistenza socio-sanitaria rivolta ai soggetti non autosufficienti e di prestazioni finalizzate al recupero della salute di soggetti temporaneamente inabilitati da malattia o infortunio.

Da un punto di vista fiscale il riferimento per tali servizi è l’articolo 51, comma 2, lett. A del TUIR; per garantire chiarezza circa la possibilità di applicazione della normativa fiscale, è stata istituita l’Anagrafe dei Fondi presso il Ministero della Salute. I contributi versati non concorrono a formare il reddito da lavoro dipendenti per un importo complessivamente non superiore a € 3.615,20. La previsione dell’articolo 51, comma 2, lett. A del TUIR, trova applicazione esclusivamente quando la contribuzione avviene in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale.

Tale indicazione ci fa anche capire quale può essere l’origine di tale assistenza sanitaria, che potrà quindi provenire da contrattazione nazionale o integrativa. Sul punto è bene notare come da parte dei lavoratori dipendenti non sempre vi sia un adeguata conoscenza dei servizi ad essi dedicati; risulta, quindi, importante valorizzare anche l’adesione a forme di assistenza sanitaria “imposte” dalla contrattazione collettiva, che possono dare servizi di notevole valore.

Luca Furfaro

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.

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