Dimmi le tue esigenze e ti dirò quale welfare fa per te

Francesca Zucconi | 26/09/2019
Dimmi le tue esigenze e ti dirò quale welfare fa per te

Il “piano welfare” è lo strumento finale con cui il datore di lavoro inserisce le misure di welfare all'interno della sua azienda. Riporta le tipologie di prestazioni e servizi ma anche i destinatari e le modalità con le quali verrà erogato.

Costruire un piano di welfare è, però, un percorso formato da più attività.

Ripassando brevemente queste attività sono:

  • valutazione preliminare;
  • analisi della popolazione;
  • progettazione del piano;
  • attuazione;
  • monitoraggio costante.

È interessante approfondire l’aspetto legato all’analisi della popolazione, perché un errato inquadramento dei bisogni può inficiare tutto il piano.

Diversi sono gli strumenti che si possono adottare per indagare le necessità: tra questi possiamo individuare ad esempio, il colloquio individuale, il questionario e il focus group. A seconda della realtà aziendale e delle dimensioni della stessa sarà più performante l’utilizzo di uno piuttosto di un altro.

Una cosa che accomuna tutti questi strumenti è l’analisi preliminare. In questa fase, ancora prima di decidere quale strumento di indagine è più indicato, si devono raccogliere i dati utili per mappare la popolazione aziendale.

Nell’analisi preliminare verranno presi in considerazione aspetti generali legati all’azienda come livelli di retribuzione, assenteismo e turn over e altri legati alla popolazione aziendale come il dettaglio del numero dei dipendenti, l’età, lo stato civile e la relativa composizione familiare.

Delineato un quadro generale è il momento di entrare nello specifico.

Lo strumento più idoneo è, in parte strettamente legato alle dimensioni aziendali.

In una micro o piccola azienda avrà maggiormente riscontro un colloquio diretto con i lavoratori in quanto molto probabilmente il datore di lavoro sarà già a conoscenza della situazione familiare del lavoratore e devono essere solo meglio specificate le esigenze in modo da puntualizzare le misure di welfare.

In un’azienda media, o addirittura grande, non è pensabile indire colloqui individuali in quanto richiederebbero troppo tempo e non sarebbero utili allo scopo da perseguire; strumenti come il questionario o il focus group sono decisamente più indicati: in un lasso di tempo decisamente inferiore di entra a conoscenza con un numero di dati notevole.

L’attenzione da porre nella gestione del questionario è quella di far emergere un reale fabbisogno dei lavoratori capendo anche se utilizzano già dei servizi affinché l’inserimento del welfare sia funzionale alle necessità e non sia una mera illusione di qualcosa di irrealizzabile.

Francesca Zucconi

Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.

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