Buono welfare: il buono che accontenta tutti

Francesca Zucconi | 16/05/2019
Buono welfare: il buono che accontenta tutti

Una modalità attraverso cui il datore di lavoro può inserire il suo piano Welfare è quella dell’erogazione dei voucher, che offrono la possibilità ai dipendenti di scegliere quale bene acquistare in relazione alle loro necessità, da un’ampia gamma di servizi messi a loro disposizione.

Il datore di lavoro dopo aver mappato le necessità e i bisogni dei propri lavoratori deve scegliere attraverso quale modalità inserire il proprio piano welfare.

Una possibilità di inserimento è data dal voucher, o buono welfare, ossia il documento di legittimazione necessario a “identificare l’avente diritto alla prestazione”.

Definito nel TUIR dall’art. 3-bis. “Ai fini dell’applicazione dei commi 2 e 3 [Art. 51], l’erogazione di beni, prestazioni, opere e servizi da parte del datore di lavoro può avvenire mediante documenti di legittimazione, in formato cartaceo o elettronico, riportanti un valore nominale."

Pertanto, attraverso questi documenti di legittimazione, tanto in formato cartaceo quanto elettronico, riportanti un valore nominale, possono essere erogati beni, prestazioni, opere e servizi da parte del datore di lavoro, escludendo quindi la possibilità di assimilare il buono welfare all'erogazione in denaro.

Questo strumento facilita i datori di lavoro nell'introduzione di piani welfare anche nelle piccole e medie realtà, poiché una volta determinato il paniere dei servizi, ossia le prestazioni e i servizi emersi dalle esigenze dei lavoratori, attraverso il voucher i dipendenti possono scegliere liberamente cosa utilizzare, rendendo questa gestione molto elastica.

I servizi messi a disposizione possono essere molto vari; tanto per fare qualche esempio corsi di formazioneviaggisoggiorni in centri benesserepalestra.

È bene specificare che il voucher non può essere emesso a parziale copertura del costo della prestazione, opera o servizio, di conseguenza non è integrabile da parte del titolare e non può nemmeno essere emesso a rimborso di spese già sostenute dal dipendente.

In sostanza, il dipendente non può intervenire nel rapporto economico tra datore di lavoro e struttura erogante il servizio, ma ciò non vieta al lavoratore, qualora volesse, di attivare un nuovo rapporto contrattuale con la stessa struttura.

Supponiamo, quindi, che il lavoratore abbia scelto all'interno dei panieri dei servizi l’abbonamento da 10 ingressi in palestra, il dipendente non si può sostituire nel rapporto economico tra datore di lavoro e palestra, ma nessuno gli impedisce di acquistare un nuovo ingresso terminato l’abbonamento, in quanto si tratta di una prestazione svincolata dalla precedente.

Allo stesso modo, il lavoratore non può scegliere l’abbonamento in palestra e farlo utilizzare da un altro soggetto in quanto il voucher è nominale e non può essere ceduto a terzi.

Attraverso l’erogazione del voucher il datore di lavoro ha maggiori possibilità di incontrare le svariate esigenze di tutti i suoi lavoratori e rendere cosi il welfare uno strumento vincente.

Francesca Zucconi

Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.

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