Smartworking: un nuovo modello di azienda senza fissa dimora

Francesca Zucconi | 10/01/2019
Smartworking: un nuovo modello di azienda senza fissa dimora

Abbiamo appurato più volte che lo smartworking fatica a decollare in Italia a causa della carenza di un’adeguata cultura in tema di lavoro agile. Ma fuori dai nostri confini com’è percepita questa modalità di esecuzione del rapporto di lavoro?

Abbiamo appurato più volte che lo smartworking fatica a decollare in Italia a causa della carenza di un’adeguata cultura in tema di lavoro agile.

Ma fuori dai nostri confini com’è percepita questa modalità di esecuzione del rapporto di lavoro?

Come spesso accade gli USA sono all’avanguardia su molte cose e questa volta anche in tema di lavoro hanno davvero un caso esemplare: la startup “InVision” infatti non ha una propria sede fissa e tutti i suoi lavoratori, distribuiti in tutto il mondo, lavorare da casa o da qualsiasi postazione vogliano, in perfetto stile smartworking.

Ma quali sono le motivazioni che hanno portato il Ceo e founder, Clark Valberg, ad adottare una scelta del genere, forse addirittura radicale?

Fondamentalmente alla base della scelta del lavoro agile, o smartworking, che dir si voglia, ci sono due motivazioni:

  1. la prima quella di mantenere un vantaggio competitivo
  2. la seconda ridurre i costi non strettamente necessari al fine di investire sul loro prodotto.

InVision è una società di software che costruisce strumenti per designer pertanto bene si presta a questa esecuzione della prestazione lavorativa, perché sostanzialmente gli strumenti necessari per la prestazione lavorativa sono un computer e una connessione internet.

La società, fondata nel 2011, per il tipo di attività che svolgeva sapeva che per mantenere un vantaggio competitivo in una realtà come Manhattan doveva necessariamente avere al suo interno delle eccellenze, così per puntare su questo obiettivo non si sono posti limiti geografici!

Ovviamente per dare seguito alla loro idea non potevano fossilizzarsi su una struttura fissa e al tempo stesso affittare un ufficio nel mercato immobiliare di New York avrebbe richiesto uno sforzo economico notevole.

Così dall’unione delle sue esigenze è nato questo progetto che prosegue tutt’ora, avvalendosi di lavoratori dall’Inghilterra, Israele, Australia, Argentina e Nigeria.

Ciò che conta per l’azienda sono i risultati, è il prodotto che riesce a sviluppare chi collabora con loro, non quante ore passa seduto alla scrivania.

Gestire questo tipo di relazioni non è assolutamente facile, anzi, stabilire un rapporto tra colleghi che non si vedono mai può essere difficile, proprio per questo l’azienda organizza alcuni meeting in cui le persone che lavorano insieme quotidianamente, ma a distanza attraverso lo smartworking, possano finalmente incontrarsi di persona.

Più info anche qui: Start up InVision (https://it.businessinsider.com/la-startup-senza-una-sede-tutti-i-700-dipendenti-lavorano-da-casa-o-da-dove-vogliono-un-vantaggio-cruciale-sui-concorrenti/)

Francesca Zucconi

Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.

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