Smart Working: fiducia e benessere del lavoratore

Luca Furfaro | 09/04/2019
Smart Working: fiducia e benessere del lavoratore

Smart Working: una nuova modalità di svolgimento del lavoro. Per essere attuata, però, richiede il cambiamento della cultura manageriale dell’azienda, che deve sapersi slegare dal concetto di presenzialismo per virare verso un concetto legato a produttività e benessere del lavoratore.

Il lavoro agile o Smart Working è una modalità di svolgimento del rapporto lavorativo che si slega dalla dislocazione fisica del lavoratore. Lavorare definendo luogo ed orario del lavoro a seconda delle esigenze del lavoratore, aiutandolo a conciliare i tempi famiglia lavoro.

Quando questa modalità lavorativa viene proposta a manager o imprenditori ci si trova di fronte allo scetticismo su quanto possa essere produttivo il lavoratore che non è sotto l’occhio vigile del suo superiore.

Ti fidi di me?” è la frase che Jack rivolge a Rose nel celeberrimo film Titanic.

Sicuramente, come per Rose di Titanic, la fiducia può essere un ottimo antidoto a questo scetticismo, ma non basta. Rose, infatti, ha fatto bene a fidarsi di Jack, ma lui, al contrario, ha fatto una brutta fine.

Oggi i nostri manager quanto sanno in merito alla produttività dei lavoratori dipendenti? Sappiamo se il lavoratore che batte sulla tastiera è impegnato nella realizzazione del progetto a lui assegnato oppure sta scrivendo una mail d’amore alla sua Rose?

Misurare i risultati dei lavoratori è una questione che prescinde dalla modalità di lavoro scelta; farlo quando è fisicamente al lavoro o quando svolge lo stesso in modalità agile ci potrà dare il polso della sua produttività.

Come abbiamo detto la fiducia è alla base di un rapporto lavorativo, un elemento fondamentale dal quale non si può prescindere, ma non possiamo comunque immaginare il passaggio al lavoro agile come un salto nel buio.

Cambiare la cultura manageriale per lavorare a risultato potrà essere utile sia per il lavoro svolto in modalità agile, sia per quello svolto in modalità “classica”.

Occorre slegarsi dal concetto di presenzialismo per virare verso un concetto legato a produttività e benessere del lavoratore.

Creare un sistema di verifica dell’attività svolta può anche essere utile per inserire un sistema premiale, tale da mantenere in azienda i talenti e verificare su chi intervenire per uniformare il rendimento.

In questo modo sì che potremo cambiare la nostra cultura, inserire una modalità agile di lavoro ed aumentare la produttività dell’azienda. Dettando delle regole chiare anche la fiducia arriverà, e sarà da ambo le parti in un sistema winwin.

Luca Furfaro

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.

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