Welfare e regolamento aziendale

Francesca Zucconi | 27/06/2019
Welfare e regolamento aziendale

L'introduzione del piano welfare attraverso la redazione di un regolamento aziendale permette di gestire lo stesso in modo agile e coerente sia alle esigenze, sia alle risorse aziendali. E' necessario, però, vengano specificate le modalità e le condizioni con cui i lavoratori possono accedere al "pacchetto welfare" e i vincoli che il datore di lavoro deve rispettare.

Per una piccola o media azienda inserire un piano welfare può risultare difficoltoso in primo luogo per la, ancora, diffidenza rispetto all’argomento anche da parte dei dipendenti, secondariamente per gli aspetti tecnici legati alla normativa di non sempre facile comprensione.

Queste difficoltà si traducono, il più delle volte, nella rinuncia all’inserimento del piano stesso piuttosto che all’approfondimento della materia.

Uno strumento che potrebbe agevolare la scelta è l’introduzione del piano welfare attraverso la redazione di un regolamento aziendale.

È quanto stabilito dalle Leggi di Stabilità 2016 e 2017 nella ri-formulazione della lettera f dell'art 51 del TUIR: non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente una serie di voci riferibili a servizi di Welfare aziendale come le somme, i servizi e le prestazioni erogate dal datore di lavoro in maniera volontaria o in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, offerti alla generalità dei dipendenti o a loro categorie e loro familiari.

Questo comporta quindi l'adempimento di un obbligo negoziale portando così la piena deducibilità dei costi sostenuti dal datore di lavoro e non solo nel limite del 5per mille del totale, limite che vige qualora invece i servizi vengano offerti in modo libero e volontario dal datore di lavoro.

Lo strumento del regolamento aziendale dà la possibilità di gestire il welfare in modo agile e coerente rispetto sia alle esigenze sia alle risorse aziendali, potendo escludere il dialogo con i sindacati.

Nonostante le disposizioni inserite all’interno del regolamento siano predisposte in modo unilaterale dal datore di lavoro, perché appunto, come abbiamo detto, non necessita un dialogo sindacale, la redazione del regolamento assume un valore vincolante.

Infatti, all’interno del regolamento aziendale devono essere specificate le modalità e le condizioni con cui i lavoratori possono accedere al “pacchetto welfare” e i vincoli che il datore di lavoro deve rispettare.

Uno fra tutti il periodo temporale da rispettare. Generalmente un regolamento aziendale diventa vincolante quando le parti si impegnano per un predeterminato periodo temporale (solitamente pluriannuale), proprio per evitare che queste stesse condizioni siano modificate o revocate dal datore di lavoro stesso ante tempo, facendo venire meno lo scopo del welfare.

Francesca Zucconi

Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.

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