Welfare e agevolazioni: la posizione dell’Ispettorato

Francesca Zucconi | 09/05/2019
Welfare e agevolazioni: la posizione dell’Ispettorato

L’Ispettorato ha affermato che quanto erogato dall’azienda attraverso un piano Welfare non può essere sostitutivo dei trattamenti economici previsti dagli accordi collettivi, in caso contrario potrebbe verificarsi per il datore di lavoro la perdita di eventuali agevolazioni.

Quando un’azienda applica delle agevolazioni all'assunzione deve rispettare alcune condizioni generali.

Tra queste rilevano particolarmente il rispetto della normativa in materia di lavoro e principalmente di quella a tutela delle condizioni di lavoro, nonché il rispetto degli accordi e dei contratti collettivi sia per la parte normativa sia per quella economica, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Nella circolare 7 del 6 maggio 2019, l'Ispettorato nazionale del lavoro torna a trattare tale argomento con una interpretazione più estensiva della legge 296/2006.

Infatti, in riferimento al rispetto degli accordi e dei contratti collettivi di cui sopra, è utile citare un passaggio della circolare: "atteso che la disposizione chiede il “rispetto” degli “accordi e contratti collettivi  stipulati da organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”, si ritiene che anche il datore di lavoro che si obblighi a corrispondere ai lavoratori dei trattamenti economici e normativi equivalenti o superiori a quelli previsti da tali contratti,  possa legittimamente fruire dei benefici normativi e contributivi indicati dall’art. 1, comma 1175, della L. n.  296/2006; ciò, pertanto, a prescindere di quale sia il contratto collettivo “applicato” o, addirittura, a prescindere da una formale indicazione, abitualmente inserita nelle lettere di assunzione, circa la “applicazione” di uno specifico contratto collettivo." 

Di conseguenza, gli ispettori potranno valutare sostanzialmente il trattamento riservato ai lavoratori per verificarne l'equivalenza a quanto previsto dal contratto, prima di negare eventualmente il godimento di benefici previsti dalla normativa.

Come si colloca all'interno di questa posizione l’applicazione di un piano welfare?

L’Ispettorato si è espresso precisando che "la valutazione di equivalenza di cui sopra non potrà tenere conto di quei trattamenti previsti in favore del lavoratore che siano sottoposti, in tutto o in parte, a regimi di esenzione contributiva e/o fiscale (come ad es. avviene per il c.d. welfare aziendale)".

Questo ad affermare che quanto erogato dall'azienda attraverso un piano welfare non può essere sostitutivo di trattamenti economici previsti dagli accordi collettivi, in caso contrario potrebbe verificarsi per il datore di lavoro la perdita di eventuali agevolazioni.

Francesca Zucconi

Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.

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