Servizi: come erogarli nei piani welfare

Luca Furfaro | 22/01/2019
Servizi: come erogarli nei piani welfare

In questo intervento vorrei distinguere le modalità di erogazione dei servizi previsti all’interno di un piano di welfare. Un piano di welfare, per permettere la massima flessibilità, può prevedere il cosiddetto conto welfare per dare la possibilità al lavoratore di scegliere individualmente di quale servizio usufruire. La modalità per l’erogazione dei diversi servizi è differente a seconda delle indicazioni normative.

In questo intervento vorrei distinguere le modalità di erogazione dei servizi previsti all’interno di un piano di welfare. Un piano di welfare, per permettere la massima flessibilità, può prevedere il cosiddetto conto welfare per dare la possibilità al lavoratore di scegliere individualmente di quale servizio usufruire. La modalità per l’erogazione dei diversi servizi è differente a seconda delle indicazioni normative.

Possiamo difatti distinguere tra due diverse modalità:

  1. Erogazione diretta
  2. Erogazione indiretta

Per erogazione diretta intendiamo il welfare non rimborsuale, quello nel quale i beni o servizi sono acquistati direttamente dall’impresa mentre il fruitore è il dipendente.

Caratteristica fondamentale dell’erogazione diretta è l’estraneità del lavoratore al rapporto economico per l’acquisto del bene o del servizio.

Ma quali servizi possono essere erogati direttamente?

·      Tutti quelli che possono essere rimborsati possono anche essere erogati direttamente
·      Tutti i servizi compresi nei commi 2 e 3 dell’articolo 51 del Tuir

Tale erogazione diretta potrà avvenire anche attraverso la creazione di voucher, come disposto dall’articolo 1, comma 190, lettera b, della Legge n.208/2015 che ha introdotto il comma 3-bis all’interno dell’articolo 51 del Tuir.

La documentazione fiscale, in questo caso, sarà sempre intestata al datore di lavoro ed il passaggio all’interno del cedolino paga sarà solo figurativo.

Per erogazione indiretta invece intendiamo il rimborso delle spese, che quindi saranno a carico del datore di lavoro, anticipate dal lavoratore.

Con questa metodologia di erogazione il dipendente partecipa al rapporto economico.

Ma quali sono le prestazioni ed i servizi per i quali il dipendente può chiedere il rimborso?

  • Spese per l’acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico (Art. 51, comma 2, lett. d-Bis, Tuir)
  • Servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare (Art. 51, comma 2, lett. f-Bis, Tuir)
  • Servizi di assistenza a familiari anziani e non autosufficienti (Art. 51, comma 2, lett f-Ter, Tuir)

Sostanzialmente il lavoratore, o un suo familiare (previsti dall’art. 12 Tuir), usufruirà autonomamente del servizio, e produrrà la documentazione ad esso intestata per ricevere il rimborso su cedolino paga.

Luca Furfaro

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.

Articoli dell'autore

Vuoi avere maggiori informazioni e richiedere una consulenza dedicata?

Contattaci
Vuoi avere maggiori informazioni?
Richiedi una consulenza personalizzata