La decontribuzione dei premi di risultato

Luca Furfaro | 25/06/2019
La decontribuzione  dei premi di risultato

La decontribuzione è un vantaggio che può interessare sia lavoratore dipendente sia azienda: si tratta di una riduzione dell'aliquota contributiva di riferimento. Una panoramica delle regole in vigore sulla detassazione e decontribuzione dei bonus destinati ai dipendenti.

La decontribuzione è un vantaggio che può interessare lavoratore dipendente ed azienda; si tratta, infatti, di una riduzione dell’aliquota contributiva di riferimento. Esiste una decontribuzione connessa ai premi di risultato.

La Legge di Stabilità 2016, e la corrispondente misura per il 2017, hanno reintrodotto la possibilità di detassazione dei premi di risultato erogati in attuazione di accordi di secondo livello.

Sempre con la Legge n. 208/2015 si è provveduto però ad azzerare la decontribuzione dei premi dei risultati prevista originariamente dalla Legge n. 247/2007.

La situazione è variata nuovamente con il Decreto Legge 24 aprile 2017, n. 50, con il quale viene reintrodotta, con particolari caratteristiche, la decontribuzione che si affianca alla detassazione dei premi di produttività.

Il Decreto Legge n. 50/2017 prevede la decontribuzione in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro.

La norma citata prevede, per le aziende, la riduzione di 20 punti percentuali dell’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro per il regime relativo all’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti su una quota delle erogazioni premiali di cui all’art. 1, comma 182 della legge di stabilità 2016, non superiore a 800 euro. La disposizione, inoltre, stabilisce che sulla medesima quota non è dovuta alcuna contribuzione a carico del lavoratore ed è corrispondentemente ridotta l’aliquota contributiva di computo ai fini pensionistici.

L’INPS, con la circolare n. 104 del 18 ottobre 2018, illustra le modalità di fruizione della riduzione contributiva.

Alla luce della decontribuzione IVS, e della collegata indicazione normativa, ai fini del calcolo pensionistico, il premio che fruisce del beneficio in esame non va considerato nella determinazione della retribuzione ai fini pensionistici. Parallelamente non va computato ai fini del raggiungimento del massimale annuo della base contributiva e pensionabile, previsto dalla legge n. 335/95.

Il premio per accedere alla decontribuzione dovrà quindi avere le seguenti caratteristiche:

  • Essere un premio per l’incremento di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione.
  • Prevedere il coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione aziendale
  • Essere oggetto di accordo aziendale o territoriale con organizzazioni maggiormente rappresentative.
  • Essere depositato presso il Ministero del lavoro.

Luca Furfaro

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.

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