Il Welfare e il rimborso spese per i dipendenti

Luca Furfaro | 30/04/2019
Il Welfare e il rimborso spese per i dipendenti

Una delle modalità più interessanti attraverso cui si può gestire il Welfare è quella del rimborso spese: abbonamenti del trasporto pubblico, somme per la fruizione dell’istruzione e prestazioni per familiari anziani e/o non autosufficienti, sono solo alcuni dei servizi a disposizione dei dipendenti.

Il Welfare, come è noto, può essere gestito attraverso diverse modalità; una pratica molto interessante è quella del rimborso delle spese che non prevede limiti per le cifre erogabili, ma che prevede apposita documentazione.

Abbonamenti trasporto pubblico

d-bis) le somme erogate o rimborsate alla generalità o a categorie di dipendenti dal datore di lavoro, o le spese da quest'ultimo direttamente sostenute, volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale, per l'acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei familiari indicati nell'articolo 12, che si trovano nelle condizioni previste nel comma 2 del medesimo articolo 12;>

Somme, servizi e prestazioni di educazione istruzione

fbis) le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti, o a categorie di dipendenti, per la fruizione, da parte dei familiari indicati nell'articolo 12, dei servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, nonché per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali e per borse di studio a favore dei medesimi familiari;>

Somme, servizi e prestazioni per l’assistenza di familiari anziani e/o non autosufficienti

fter) le somme e le prestazioni erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti, o a categorie di dipendenti, per la fruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti, indicati nell'articolo 12;>

Le spese devono essere giustificate da documentazione atta a dimostrare l’effettiva fruizione del beneficio. L’Agenzia delle Entrate ha precisato che, per accedere all'esenzione Irpef delle spese rimborsate dal datore per l’istruzione di un familiare, il dipendente deve presentare un documento che dovrà contenere il fruitore, che potrà essere anche l’intestatario del documento. Non potrà però essere intestato ad altro soggetto, diverso dal dipendente.

Per quanto riguarda invece il rimborso degli abbonamenti al servizio di trasporto, le Entrate hanno chiarito (circolare 5/E/2018) che il dipendente, in caso di titolo di viaggio nominativo, deve esibire un documento da cui risulti durata dell’abbonamento e spesa sostenuta.

Invece nel caso di emissione o ricarica del titolo di viaggio in formato elettronico la documentazione deve contenere le indicazioni essenziali a qualificare il titolo di viaggio, nonché ogni altra informazione utile a individuare il servizio anche attraverso l’indicazione del numero dell’abbonamento.

Luca Furfaro

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.

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