Il Welfare e i riscatti pensionistici

Luca Furfaro | 18/06/2019
Il Welfare e i riscatti pensionistici

Oltre a quota 100, "opzione donna" e la nuova pensione anticipata, il decreto legge di riforma del welfare (4/2019) ha coinvolto anche una platea di lavoratori e giovani, in particolare all'articolo 20. Uno dei principali interventi riguarda una nuova formula di riscatto del periodo di laurea ai fini pensionistici.

Abbiamo spesso richiamato la sussidiarietà del welfare aziendale al primo welfare, ruolo che sempre di più è importante da un punto di vista previdenziale. Sul punto, il nuovo metodo di calcolo pensionistico e una precarietà molto più spinta, hanno portato il legislatore ad affrontare la tematica dei riscatti pensionistici.

Infatti, sul riscatto dei periodi contributivi scoperti e sul riscatto agevolato del periodo di laurea è intervenuto l’art. 20 del D.L. n. 4/2019 (legge n. 26/2019).

Il comma 6 introduce nel nostro ordinamento una nuova formula di riscatto del periodo di laurea ai fini pensionistici, purché questi non siano già coperti da contribuzione alla Gestione Separata o ad altra forma pensionistica, e purché le annualità accademiche da riscattare si collochino dopo il 1996, e cioè siano di competenza del c.d. metodo contributivo (a partire quindi dal 1996).

Nel caso in cui il costo per il riscatto della laurea sia a carico del datore di lavoro lo stesso sarà considerato benefit corrisposto al lavoratore, ma ai sensi dell’articolo 51 (comma 2, lettera h) del TUIR ridurrà come onere deducibile il reddito di lavoro dipendente che partecipa alla formazione del reddito complessivo del lavoratore determinato ai sensi dell’articolo 8 del TUIR. Il costo potrà essere considerato costo del personale con gestione del riscatto da parte del datore di lavoro.

Inoltre all’articolo 20 del decreto viene introdotta, in modo sperimentale, nel periodo compreso tra il 2019 e il 2021, la possibilità per gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle gestioni speciali di lavoratori autonomi, nonché alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26 della legge 335/1995, privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non già titolari di pensione, di riscattare, in tutto o in parte, ai fini pensionistici i periodi non coperti da contribuzione.

Il comma 4 dell’articolo 20 prevede che “per i lavoratori del settore privato l’onere per il riscatto di cui al comma 1 può essere sostenuto dal datore di lavoro dell’assicurato destinando, a tal fine, i premi di produzione spettanti al lavoratore stesso. In tal caso, è deducibile dal reddito di impresa e dal lavoro autonomo e, ai fini della determinazione dei redditi da lavoro dipendente, rientra nell’ipotesi di cui all’articolo 5 (comma 2, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917”.

Un'altra possibilità quindi di collegare i premi di produttività al welfare aziendale.

Luca Furfaro

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.

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