Buoni pasto cumulabili dal 9 settembre

Luca Furfaro | 07/09/2017
Buoni pasto cumulabili dal 9 settembre

Buoni pasto cumulabili dal 9 settembre Ho spesso parlato di piani di welfare, spiegando come gli stessi debbano venire incontro ai bisogni dei lavoratori per supportarli e dargli modo di vivere l’attività lavorativa al meglio. Uno dei più classici sistemi per remunerare il personale dipendente con del valore, tuttavia, è da sempre quello dei buoni pasto.

Ho spesso parlato di piani di welfare, spiegando come gli stessi debbano venire incontro ai bisogni dei lavoratori per supportarli e dargli modo di vivere l’attività lavorativa al meglio. Uno dei più classici sistemi per remunerare il personale dipendente con del valore, tuttavia, è da sempre quello dei buoni pasto, una misura semplice da mettere in campo che, inserita all’interno di un piano strutturato o una politica premiale, moltiplica la propria efficacia.

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), con il decreto 7 giugno 2017 n. 122, modifica parzialmente la disciplina riguardante i buoni pasto per i dipendenti ed i collaboratori delle aziende pubbliche e private.

Le novità entrano in vigore il 9 settembre, andando a toccare alcune caratteristiche dei buoni; in particolare con la nuova disciplina è consentita la cumulabilità di utilizzo fino a 8 buoni contemporaneamente.
I buoni continuano a non essere commercializzabili e/o convertibili in denaro e sono utilizzabili solo dal titolare, esclusivamente per l’interno valore facciale, non sarà quindi possibile che all’utilizzo di ticket venga dato un resto in denaro.

Un’ulteriore novità è quella che consente l’utilizzo dei ticket anche in giornate non lavorative.
I buoni pasto sono esclusivamente forniti attraverso società a tal scopo riconosciute che sono quindi in possesso dei requisiti richiesti di cui al comma 3 dell'articolo 144 del D.Lgs. n. 50/2016,i quali a loro volta, saranno convenzionati con i titolari degli esercizi convenzionabili.

Ricordiamo che l’esenzione da imponibilità resta stabilità in euro 5,29 per i buoni cartacei e in euro 7,00 per i buoni in formato elettronico. Il valore facciale è comprensivo dell'Imposta sul valore aggiunto prevista per le somministrazioni al pubblico di alimenti e bevande e le cessioni di prodotti alimentari pronti per il consumo.

I buoni pasto in forma cartacea devono riportare la dicitura “Il buono pasto non è cedibile, né cumulabile oltre il limite di otto buoni, né commercializzabile o convertibile in denaro; può essere utilizzato solo se datato e sottoscritto dal titolare”.

La novità introdotta dal MISE rappresenta una modifica che può segnare un rilancio dei buoni pasto soprattutto nella modalità elettronica.

Luca Furfaro

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.

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