Welfare aziendale per l’assistenza ai familiari

Francesca Zucconi | 20/12/2018
Welfare aziendale per l’assistenza ai familiari

Ancora una volta il welfare è lo strumento che può aiutare i lavoratori a sostenere le spese legate all’inserimento in famiglia di operatori socio-sanitari qualificati per l’assistenza ai propri familiari.

 Ancora una volta il welfare è lo strumento che può aiutare i lavoratori a sostenere le spese legate all’inserimento in famiglia di operatori socio-sanitari qualificati per l'assistenza ai propri familiari.

L’attenzione dei lavoratori in ambito personale è rivolta principalmente alla salute e alla famiglia, perciò qualora vi siano la presenza di anziani o persone non autosufficienti che necessitano di assistenza il pensiero costante del lavoratore è come sopperire a questa esigenza.

L’art. 51 comma 2 lettera f-ter del TUIR  è il riferimento normativo che ci interessa in quanto

“le somme e le prestazioni erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti indicati nell’art. 12"

Innanzitutto, dobbiamo chiarire chi sono i familiari anziani o non autosufficienti.

Fanno riferimento all’articolo 12 di cui sopra i figli, coniuge e altri familiari quali genitori, generi/nuore, suoceri/suocere, fratelli/sorelle anche se non conviventi e non fiscalmente a carico.

È la circolare 28/E dell'Agenzia delle Entrate a definire anziani i soggetti che abbiano compiuto 75 anni di età e come soggetti non autosufficienti coloro che non sono in grado di compiere gli atti della vita quotidiana quali, ad esempio, assumere alimenti, espletare le funzioni fisiologiche e provvedere all’igiene personale, deambulare, indossare gli indumenti e le persone che “necessitano di sorveglianza continuativa”. Lo stato di non autosufficienza deve essere comprovato da certificazione medica.

Questa modalità di welfare prevede il rimborso delle somme sostenute per il servizio di assistenza domiciliare di cui il soggetto ha effettivamente bisogno e di conseguenza per il tempo in cui il lavoratore non può prendersi cura direttamente del familiare, potendo essere così un arco temporale limitato alla sola assistenza durante i pasti come l’assistenza continuativa durante la giornata, come alle necessità puramente infermieristiche o riabilitative.

Una gestione di questo tipo legata al rimborso permette una maggiore flessibilità rispetto alla gestione dei servizi messi a disposizione ai dipendenti i quali necessitano di una rete di convenzioni necessarie a garantire una maggiore opportunità di scelta rispetto alle esigenze.

Francesca Zucconi

Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.

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