La Famiglia al lavoro o il lavoro per la famiglia?

Luca Furfaro | 03/04/2019
La Famiglia al lavoro o il lavoro per la famiglia?

Sono molte le iniziative attuate in ambito Welfare volte ad avvicinare i dipendenti, e le loro famiglie, alle aziende. Un modo per creare un senso di comunità che si può tradurre in un miglioramento della qualità della loro vita, del lavoro e della produttività.

Il Welfare e la famiglia (tradizionale o no), sono una delle tematiche che sicuramente hanno un’importante necessità evolutiva. E infatti, secondo un recente studio Adapt, sono proprio le misure per la famiglia quelle preferite dai lavoratori.

A livello Europeo dobbiamo sottolineare come le politiche e il welfare pro-family cambino da Paese a Paese, con evidenti conseguenze nello “sviluppo” della famiglia.

Ma quali sono le politiche di welfare per la famiglia che un’azienda può mettere in campo?

Vi possono essere politiche legate alla flessibilità dell’orario di lavoro, la concessione del part-time oppure un orario flessibile in entrata ed in uscita. Un modo per dare la possibilità al lavoratore, o alla lavoratrice di gestire il proprio tempo in maniera da permettere la conciliazione dei tempi famiglia-lavoro. E’ anche possibile l’utilizzo del lavoro agile, donando autonomia e responsabilità nelle scelte lavorative al dipendente.

Altra tematica può essere legata agli aiuti di tipo economico: un buono alla nascita del figlio, una polizza sanitaria per la copertura delle spese mediche dei familiari, oppure il rimborso delle spese scolastiche. Insomma tanti modi per aiutare economicamente famiglie sulle spese quotidiane o extra.

In questo capitolo, in realtà, dovremmo far rientrare anche le spese per il tempo libero ed i viaggi, importanti spese familiari alle quali è possibile accedere anche attraverso l’utilizzo del welfare.

E’ inoltre possibile la creazione o la convenzione di asili nidoper i figli dei dipendenti, un modo per offrire un servizio comodo ed accessibile.

Da non sottovalutare poi l’avvicinamento delle famiglie alle aziende, per far crescere il senso di appartenenza, la gratitudine e la conoscenza, di tutti i membri della famiglia. In molte aziende, infatti, si stanno sviluppando le giornate in azienda con i figli; un modo per far conoscere ai familiari il proprio luogo di lavoro e per far sentire il dipendenteeffettivamente appartenente ad una comunità, quella lavorativa, che vede tutti i giorni, ma alla quale si sente legato solo da vincoli economici e contrattuali.

Che l’azienda possa strutturare una giornata con una serie di attività, o che disponga solo di una scrivania nella quale far disegnare o giocare i bambini poco importa. Il senso di queste giornate è quello di creare un collegamento tra la famiglia ed il lavoro, ma anche quella di fare squadra tra colleghi trovandosi in momenti informali di condivisione personale.

Tutto questo, come più volte ribadito, si traduce in una migliore qualità della vita e del lavoro e di conseguenza anche in una maggiore produttività.

Luca Furfaro

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.

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