Destinazione Aruba? Il Welfare ed i viaggi

Luca Furfaro | 26/03/2019
Destinazione Aruba? Il Welfare ed i viaggi

Chi non sogna una settimana di relax sulle spiagge di Aruba? Il Welfare può spaziare anche nell’ambito dei viaggi e dell’attività creativa, sempre cercando di adeguare le proprie offerte alle esigenze e necessità dei dipendenti.

Abbiamo già detto che l’obiettivo di una politica di welfare deve essere quello di far stare bene il dipendente, magari risparmiando qualcosa, ma andando comunque a regalare dei momenti che possano arricchire l’ambito personale.

Chi non sogna una settimana di relax su una spiaggia di Aruba?

O, più in piccolo, chi non vuole divertirsi sulla spiaggia del Poetto a Cagliari?

Il welfare può spaziare anche nell'ambito dei viaggi, il riferimento normativo è l’articolo 51, comma 2, (lettera f) del Tuir, il quale prevede che non concorrono a formare il reddito l'utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti e ai familiari indicati nell'articolo 12 per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 100.

È bene, quindi, andare a rinfrescare le nostre competenze, e riprendere le finalità previste dal già citato articolo 100; in tali indicazioni normative viene ricompresa l’attività ricreativa, che possiamo così esemplificare:

  • Abbonamenti o ingressi a cinema e teatri, pay tv ecc.
  • Abbonamenti o ingressi a palestre, centri sportivi, impianti sciistici, Spa ecc.
  • Abbonamenti a testate giornalistiche, quotidiani ecc.
  • Viaggi (pacchetti completi), pacchetti case vacanza.
  • Biglietteria e prenotazione di viaggi, soggiorni e vacanze.
  • Attività culturali (mostre e musei).
  • Biblioteche.
  • Attività ricreative varie (eventi sportivi, spettacoli ecc.).

Sottolineando che l’attribuzione di tali valori deve essere effettuata in conformità a disposizioni di contratto o regolamenti, è necessario, inoltre, evidenziare ulteriori aspetti.

Per prima cosa occorre essere flessibili, poter tarare il pacchetto sulle esigenze del dipendente: questa necessità è connessa al secondo punto, quello relativo alla gestione. Tali servizi, infatti, hanno necessità di un documento di legittimazione nominativo (cd. voucher), in formato cartaceo o elettronico, riportante un valore nominale con diritto a una sola prestazione, opera o servizio per l'intero valore nominale, senza integrazioni a carico del lavoratore (no buoni sconto).

Non è ammessa l'erogazione sostitutiva in denaro, ed il pagamento deve essere diretto da parte del datore di lavoro al fornitore del servizio (e non direttamente al lavoratore), anche attraverso piattaforme tecnologiche.

E se un viaggio completo è troppo per le “tasche” del nostro conto welfare si potrà optare anche per l’acquisto di una sola parte del viaggio; perché non prendere un biglietto di sola andata per Aruba?

Luca Furfaro

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.

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